A Brescia si litiga per il prezzo del latte. Coldiretti sigla un accordo che non piace
A Brescia l'Unione Provinciale Agricoltori e la Cia sono contrarie all'accordo siglato da Coldiretti con l'industria locale per il prezzo del latte. Le due associazioni pur comprendendo il momento di crisi, ribadiscono «che è inopportuno assumere impegni che vanno oltre la durata di tre mesi»
è proprio in quella che potremmo definire la "patria del latte" che si continua a battagliare, ormai da settimane, sul prezzo del latte nella compravendita dall'allevatore alla grande industria. Coldiretti ha siglato un accordo che non piace all'Unione Provinciale Agricoltori e a Cia. «Quello che è stato siglato da Coldiretti con l'Industria Bresciana non può essere definito un accordo interprofessionale, ma rappresenta esclusivamente un'intesa privata della quale i sottoscrittori dovranno rispondere ai propri associati». I presidenti dell'Unione Provinciale Agricoltori, Francesco Bettoni (nella foto), e della Cia bresciana, Aldo Cipriano, sono molto critici nei confronti di un'intesa che ancora una volta è stata sottoscritta da una sola Organizzazione agricola in presenza di un'evoluzione positiva del mercato ed in attesa delle decisioni dei prossimi giorni a livello Comunitario e Nazionale.
«Già da giovedì scorso avevamo sciolto le riserve e deciso di non procedere di fronte a un prezzo alla stalla non remunerativo - commentano -: non aveva e non ha senso accettare un prezzo che non copre nemmeno i costi di produzione».
Bettoni e Cipriano, pur comprendendo il momento di crisi generalizzato, ribadiscono «che è inopportuno assumere impegni che vanno oltre la durata di tre mesi».Intanto continuano a livello nazionale e comunitario le manifestazioni a sostegno di un settore, quello lattiero/caseario, strategico quanto bistrattato.
«In Italia si sta compiendo - commentano Bettoni e Cipriano - il disegno da noi ampiamente previsto di legalizzare i comportamenti di chi ha operato fuori dalle leggi. Quanto sta avvenendo è una risposta chiara a chi ci criticava quando siamo scesi in piazza per il rispetto della legalità, ed ha sostenuto che il solo dato importante era il prezzo alla stalla. Era un atteggiamento miope, perché solo nella legalità si può riequilibrare un mercato destabilizzato dal non rispetto delle norme e dalla concorrenza sleale».

