Domenica 25 ottobre è stata una giornata importante e da ricordare per il buon nome nazionale. Probabilmente in tutto il mondo si è parlato di Firenze, città unica e splendida, e della chiusura al traffico di piazza Duomo, comprese 22 linee di mezzi pubblici, e totale via libera alle biciclette. Anche il logo è semplice e avvincente: A passo duomo. Coraggiosa e controtendenza la scelta del giovane sindaco Matteo Renzi, che ha avuto anche il coraggio di smentire i suoi compagni di partito che prevedevano un tempo il passaggio della tranvia. A chi non è contento devo ricordare che 15 anni fa la chiusura di via Dante a Milano spaventò i commercianti, ma in tempi successivi chiesero di allargare la zona pedonale. Ampiamente verificato che questa è la strada buona per salvare il commercio al dettaglio, compresa la ristorazione. In più vorrei sottolineare che un'iniziativa di questa portata, semplicissima e ovvia nei contenuti, pone l'Italia alla ribalta e non c'è miglior campagna promozionale e pubblicitaria.

A questo proposito ricordo che abbiamo guardato per anni con invidia i film americani ambientati a New York e Los Angeles - solo per fare qualche nome e per non parlare dei francesi con Parigi - pensando che erano formidabili veicoli di pubblicità turistica. Riconosco con soddisfazione che anche in Italia si è imboccata questa strada. L'ultimo buon esempio è lo splendido film di Francesca Comencini con Margherita Buy, Lo spazio bianco, che racconta lo struggente amore di una mamma per la figliola prematura, incerta tra la nascita e la morte.

Interamente girato a Napoli, come annunciato fin dalla prima scena, ci porta a spasso nella città, da piazza del Plebiscito, con il monumentale colonnato, a via Duomo e Forcella; si passeggia tra i vicoli e le salite, si sale sul tram e sulla circumvesuviana, si prende la nave per le isole, si compra il pesce al mercato, la vista spazia sui tetti fino al Vesuvio. Davvero viene voglia di passare almeno un fine settimana a Napoli.

Al contrario, nella regione Marche il presidente ha ingaggiato, con onorario esorbitante, un attempato Dustin Hoffman per fare caroselli pubblicitari. Non sarebbe stata più convincente una storia tra le vigne dei Castelli di Jesi o sul mare di Portonovo? Senza dimenticare che a due passi da dove scrivo, tra colonnati, palazzi monumentali, spiagge di finissima arena, Cesare Borgia compì il feroce eccidio e qualche secolo dopo nacque l'ultimo papa re. Avvincenti storie cinematografiche o no?