La crisi colpisce anche la Gdo-2,4% sulle vendite al dettaglio
Ad agosto soffre anche la grande distribuzione e per la prima volta si assottiglia la forbice con i negozi di piccole dimensioni: i dati Istat, commentati da Codacons, sulle vendite al dettaglio hanno infatti registrato un calo del 2,9% rispetto ad agosto 2009 e dello 0,1% rispetto a luglio 2009
Ad agosto soffre anche la grande distribuzione e per la prima volta si assottiglia la forbice con i negozi di piccole dimensioni. Questo il commento del Codacons ai dati Istat sulle vendite al dettaglio nel mese di agosto che hanno registrato un calo del 2,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno e dello 0,1% rispetto a luglio 2009. Per il Codacons, però, si tratta di un dato in controtendenza legato alle vacanze estive.In agosto le famiglie vanno in vacanza e si recano meno al supermercato, mentre gli anziani rimasti in città continuano a rivolgersi ai tradizionali negozi di vicinato. «Ecco perché i commercianti - si legge in una nota - se non vogliono continuare a perdere sistematicamente clienti a favore della grande distribuzione, finendo per abbassare le saracinesche, non devono farsi abbagliare dai dati di oggi, ma devono cercare di ridurre il gap rispetto ai prezzi praticati nei supermercati. Per il Codacons se abbassassero i prezzi del 20% farebbero venire meno l'esigenza di andare sempre nei supermercati, guadagnerebbero piu' clientela e alla fine i loro profitti aumenterebbero».
«In crisi anche la Gdo, che registra un calo del 2,4% su base annua. Per Adoc, l'associazione nazionale per la difesa e l'orientamento dei consumatori, è il segno che si è raggiunto il limite di sopportabilità della crisi da parte delle famiglie».
«è grave il calo fatto registrare dalle vendite dei beni alimentari e dalla Gdo - dichiara Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - è il segnale evidente che le famiglie hanno raggiunto la soglia di tolleranza della crisi, per molte la quarta settimana è sempre più un miraggio. E per i piccoli esercizi la crisi appare senza fine. è in atto una desertificazione delle aree commerciali dei centri storici, dove negli ultimi tempi si sono ridotti di oltre il 20% i piccoli negozi, i banchi e gli ambulanti, praticamente chiude un locale al giorno». «Ci appelliamo a Confcommercio, Confesercenti e Anci per riprendere il dialogo su questo tema delicato. Intervenendo soprattutto attraverso una riduzione dei prezzi del 15-20% e con la revisione delle tasse locali ai piccoli commercianti di quartiere, si potrebbe attivare un concreto rilancio dei consumi e si salverebbero migliaia di piccoli commercianti - prosegue Pileri - è necessario salvaguardare questo settore del commercio, penalizzato dalle difficoltà economiche delle famiglie e da una tassazione locale spesso troppo elevata, anche per prevenire un impoverimento economico e culturale dei comuni stessi e danni agli anziani e a tutti coloro che non possono permettersi di recarsi nei centri commerciali periferici».
Fonte: Agi
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