Frodi alimentari in Veneto. La Finanza sequestra 15 tonnellate
Le Fiammne Gialle fanno sul serio: maxisequestro di cibi scaduti e privi di certificazione. Si va dal pesce surgelato senza provenienza certa a etichette falsificate sulla carne. Denunce per commercianti e ristoratori di locali etnici. Interventi mirati in attività a Venezia e a Padova
Maxisequestro della Guardia di finanza veneta di cibi scaduti e privi di certificazione.
Gli alimenti sequestrati raggiungono le 15 tonnellate: in provincia di Venezia, sono stati scoperti 7.500 chili di pesce surgelato privo di documenti di tracciabilità del prodotto mentre all'interno di un ristorante cinese sono stati rinvenuti 600 chili di carne con etichetta falsificata e, in molti casi, anche scaduta. Nel padovano, invece, le Fiamme gialle hanno sequestrato oltre 6.000 chili di alimenti vari in pessimo stato di conservazione.
Nei cinquantasette controlli operati presso minimarket "etnici", negozi di alimentari, ristoranti e magazzini all'ingrosso sono stati rinvenuti quintali di carne, pesce, pasta e verdura stoccati in completo disprezzo della normativa nazionale e comunitaria del settore. Dieci commercianti sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per frode in commercio e contraffazione; venticinque, invece, le violazioni di carattere amministrativo e sanitario riscontrate.
«I controlli operati da tutti i reparti della regione - spiegano gli investigatori - si inquadrano nell'attività di contrasto alla diffusione dei prodotti recanti il marchio contraffatto del 'made in Italy' e a garanzia della reale provenienza degli stessi.
Nell'occasione, i militari della Guardia di finanza hanno avuto modo di applicare le nuove norme in tema di contraffazione introdotte lo scorso luglio 2009, che, oltre ad inasprire le sanzioni già esistenti, puniscono con la reclusione fino a 2 anni la contraffazione o l'alterazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine di prodotti agroalimentari nonché la loro detenzione per la vendita.

