Le donne in agricoltura sono spesso custodi di pratiche e di conoscenze tradizionali che, se da un lato vanno salvaguardate e valorizzate, dall'altro richiedono di essere integrate con le evoluzioni della moderna ricerca. In tale contesto è essenziale delineare politiche di innovazione che prevedano modalità e azioni che permettano una partecipazione a pieno titolo delle donne. 

è questo uno dei passaggi del messaggio lanciato dal Comitato delle coltivatrici della Fipa (Federazione internazionale degli imprenditori agricoli), al quale si unisce l'Associazione Donne in campo della Cia-Confederazione italiana agricoltori, in occasione della Giornata mondiale della donna rurale che si celebra oggi.

Il tema di quest'anno è quello dell'innovazione che, per le donne della Fipa, rappresenta un elemento fondamentale per la crescita dell'agricoltura e per combattere la fame nel mondo e proprio le donne rurali nel mondo rappresentano una realtà di grande rilevanza. E, quindi, c'è l'assoluta necessità di sostenerle concretamente nelle loro attività.

«La scienza e la tecnologia - afferma Karen Serres, presidente del Comitato delle coltivatrici della Fipa - hanno giocato un ruolo cruciale nel progresso, soprattutto produttivo dell'agricoltura. Oggi la ricerca non è più chiamata ad affrontare solo la sfida della produttività, ma deve anche tenere in considerazione i vincoli di sostenibilità ambientale. Le donne rurali sono vere protagoniste nella soluzione dei problemi della fame e della povertà e, di conseguenza, devono avere strumenti e mezzi innovativi per poter operare nel migliore dei modi».

Proprio in occasione della giornata mondiale delle donne in agricoltura l''Anga (Associazione nazionale giovani agricoltori) si congratula con le imprenditrici Francesca Petrini e Loretta Di Simone, due esponenti dell'imprenditoria agricola "in rosa", intervistate dall'Istituto mediterraneo di certificazione. Puntare sull'innovazione, è il loro cavallo di battaglia. «Vedere sempre oltre - afferma Francesca Petrini - per cogliere in anticipo nuove tendenze ed esigenze». La sua sfida è iniziata in tempi non sospetti, dal 1989, quando ha scelto di occuparsi di agricoltura biologica. Ora, Francesca Petrini, è titolare dell'omonima azienda nelle Marche, specializzata nella produzione di olio extravergine di oliva da agricoltura biologica, che ha appena festeggiato il ventennale della azienda di famiglia.

 «L'innovazione - fa eco Loretta Di Simone - permette di affrontare i cambiamenti del mercato rimanendo competitivi». Ha scelto di fare agricoltura biologica perché riteneva fosse una scelta vincente. Oggi, Loretta di Simone, è titolare dell'azienda agrituristica La Turchina a Tarquinia in provincia di Viterbo, azienda del Lazio. L'azienda è specializzata nella produzione di legumi e cereali, e si dedica soprattutto al recupero degli antichi cereali del territorio, come il farro e il Senatore Cappelli.

«Bisogna incoraggiare i nostri giovani imprenditori - sostiene il presidente dei giovani agricoltori di Confagricoltura, Marco Saraceno - a investire nel futuro. Anche in questa particolare congiuntura economica dobbiamo guardare lontano, e impegnarci a trovare soluzioni, perchè il futuro dei campi è il nostro futuro».


Fonte: Agi