Tutta la verità sul vino, che fa bene e allunga la vita
Sul quotidiano L'Ordine di Como del 6 gennaio è apparsa un'interessante recensione di Rocco Lettieri del libro 'La verità sul vino” di Attilio Giacosa e Mariangela Rondanelli, che riportiamo integralmente qui di seguito.
'
è solo una questione di quantità e qualità. Un nuovo libro fa il punto delle ultime ricerche. E cadono molti luoghi comuni: si vive meglio e più a lungo. Il segreto sta tutto in una parolina strana: polifenoli
Dopo oltre 40 anni di iniziative tese a divulgare i valori e le ricchezze della cultura enogastronomica, è partita dal Castello di Grinzane Cavour una nuova ed importante sfida. è nato l''Osservatorio vino e salute” rivolto a comunicare e divulgare il consumo consapevole e le proprietà salutistiche del vino, nella consapevolezza che alla qualità del vino debba essere associato un consumatore attento che non solo apprezza il prodotto, ma è informato e documentato sugli effetti benefici per l'organismo derivanti da un corretto consumo del vino di qualità. All'interno dell'Osservatorio è stato istituito un Comitato scientifico, coordinato da un esponente scelto fra le organizzazioni di categoria di produttori
vitivinicoli e dal professor Attilio Giacosa, del dipartimento di Gastroenterologia del Policlinico di Monza, nonché ricercatore presso l'Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova. Giacosa, in collaborazione con Mariangela Rondanelli, responsabile del Servizio endocrino-nutrizionale dell'Asp di Pavia e professore associato in Nutrizione presso l'Università di Pavia hanno dato alla stampa il volume 'La verità sul vino. Come quando perché il vino fa bene”.
Di che si tratta? Che il bere un buon bicchiere di vino sia un piacere, tutti sono d'accordo. Per contro, pochi sanno che bere vino con moderazione non solo non fa male, ma addirittura allunga la vita e riduce il rischio di sviluppare varie malattie. Quindi bere vino in modo corretto e consapevole rappresenta un vantaggio salutistico rispetto all'essere astemi. Appare doveroso sottolineare questi concetti proprio adesso, epoca nella quale si assiste ad una criminalizzazione indiscriminata di tutte le bevande alcoliche in virtù degli effetti nocivi sulla salute e sulla guida automobilistica. A questo riguardo occorre effettuare un duplice distinguo. In primo luogo bisogna rimarcare che l'abuso di alcolici, indistintamente dalla loro natura, è sempre nocivo, sia per i danni dell'assunzione acuta (ebbrezza, torpore, incoerenza logica) sia per quelli correlati all'eccesso cronico (etilismo, malattie del fegato e altri organi). In seconda istanza è bene ricordare la differenza tra vino e altre bevande alcoliche. Tutti sappiamo infatti che le stragi del sabato sera non sono certo dovute a un buon bicchiere di vino consumato durante la cena!
Il messaggio nuovo è legato a molti studi scientifici e osservazioni epidemiologiche sugli effetti benefici del consumo abituale e moderato di vino. Il vino è stato studiato sia come bevanda che mediante analisi dettagliata dei molti composti bioattivi ivi contenuti. Fra i vari principi attivi identificati nel vino, quello più noto è il resveratrolo. Questa sostanza è un antiossidante presente soprattutto nel vino rosso, che avrebbe la capacità di migliorare l'efficienza cellulare attraverso il potenziamento dell'attività mitocondriale, la 'centralina” energetica delle cellule. Alcune ricerche sugli animali sembrano dimostrare che il resveratrolo favorisce la longevità, migliora il controllo del diabete, ritarda la comparsa del morbo di Alzheimer e produce un effetto protettivo su cuore e circolazione. A Newcastle, in Inghilterra, è in corso uno studio sperimentale volto proprio a verificare l'effetto del resveratrolo in pillola su pazienti affetti da gravi disturbi mitocondriali, ma altri studi sono all'orizzonte per valutare la possibilità di rallentamento dell'invecchiamento umano.
Sul tema dell'invecchiamento, grande scalpore fece la pubblicazione di un importante studio realizzato nel 1995 a Copenhagen. Questa ricerca, conosciuta come 'studio danese”, è stata effettuata su più di 6.000 maschi e 7.000 femmine in età adulta e ha dimostrato che il rischio di morire si abbassa fra chi consumava vino con moderazione, rispetto agli astemi e ai forti bevitori. Ma ciò che è altrettanto importante è che questo vantaggio non si verifica fra chi consumava birra o superalcolici. La ricchezza del vino in polifenoli, dotati di spiccata azione antiossidante (ovvero della capacità di bloccare i radicali liberi nocivi che si formano nell'organismo), costituisce un'importante barriera di difesa nei confronti dei danni cardiovascolari. Gli effetti sono rappresentati innanzitutto dalla riduzione della formazione di placche arteriosclerotiche nelle arterie e di conseguenza minor rischio di malattia delle coronarie e infarto cardiaco. Fra i vari polifenoli sono le procianidine i primattori presenti nel vino. Il loro effetto è talmente significativo che questi composti sono oggi utilizzati dalla industria farmaceutica per la preparazione di farmaci attivi nelle malattie vascolari, sia venose che arteriose. A questo risultato benefico partecipa anche l'aumento della produzione di ossido nitrico osservata in chi beve abitualmente vino. L'ossido nitrico riduce l'aggregazione delle piastrine, rendendo difficile la formazione di trombi e l''occlusione” delle arterie. Il vino poi aumenta la formazione di colesterolo buono (Hdl) e riduce la presenza e l'attività del colesterolo Ldl (quello 'cattivo”), con innegabili effetti benefici in campo cardiovascolare.
Un'altra area di grande interesse è rappresentata dalle problematiche neurologiche. Il consumo corretto e abituale di vino appare statisticamente correlato a una riduzione del rischio di sviluppare ictus, cioè infarto cerebrale, e Tia (episodi di ischemia cerebrale transitoria, con perdita per tempo molto breve di alcune funzioni motorie o della capacità di parlare correttamente). Altri interessanti dati in corso di analisi sono quelli legati alla possibilità di ridurre il rischio di gravi degenerazioni cerebrali (morbo di Alzheimer, demenza senile). Numerose ricerche documentano che il regolare consumo di vino ha effetti favorevoli sia sulla frequenza con cui il morbo di Alzheimer si manifesta, sia sull'età di insorgenza, che viene ritardata di almeno tre anni (in un importante studio condotto sull'argomento). Il vino, quindi, non per curare le malattie, ma per prevenire e ridurre il rischio di sviluppare molti gravi disturbi cardiovascolari e neurologici. Per ottenere questi effetti, certo è che il consumo abituale e corretto di vino è ampiamente da preferire al ricorso ad una pillola contenente principi attivi derivati dal vino. Resta il problema della giusta dose di vino, volta a garantire gli effetti ora menzionati. A questo riguardo i ricercatori impegnati nel settore hanno identificato in due bicchieri al giorno la quantità ottimale per la popolazione di sesso maschile. Il vino, coniugato al femminile, prevede invece una dose leggermente inferiore (un bicchiere), in virtù di differenze metaboliche ed epidemiologiche. Il vino dunque, non solo come bevanda ricca di gusto e piacere, ma anche come fonte di salute e di potenzialità preventiva. Il vino che non solo non fa male, ma addirittura fa bene.
Bere vino dunque, anziché essere astemi, se si vuole proteggere la salute, ma ricordando sempre di evitare abusi e di tenere in debito conto le norme legislative che impongono sobrietà alla guida, garantita da un valore etilometrico inferiore allo 0,5 g di alcol etilico per litro di sangue. Questo è il messaggio che il libro vuole diffondere, illustrando con rigore i dati della ricerca medica e scientifica sulle correlazioni fra il consumo consapevole del vino e la salute. In conclusione (parlando del libro) che il vino sia una realtà piacevole è cosa nota a tutti, ma che il suo abituale consumo in dosi moderate costituisca un vantaggio per la salute rispetto all'essere astemi, è cosa del tutto nuova. Gli autori, sulla scorta di rigorose evidenze scientifiche, dimostrano perché il consumo di corrette dosi di vino allunghi la durata della vita e riduca il rischio di molte malattie come l'infarto cardiaco, la demenza senile o il diabete. Come in un romanzo, questa opera prende per mano il lettore e lo conduce attraverso le caratteristiche nutrizionali e biologiche del vino e dei suoi costituenti, con particolare riferimento ai principi bioattivi e alle loro peculiarità funzionali. Differenze fra vino bianco e rosso e fra vino e superalcolici, così come luoghi comuni sul vino vengono definiti in modo chiaro, sfatando miti e bugie. Un punto cardine è la definizione della giusta dose di vino in funzione del sesso, dell'età e di vari stati fisiologici, quali la gravidanza o la menopausa. Ampio spazio è poi dedicato a proverbi e citazioni letterarie e ad una raccolta di ricette realizzate utilizzando il vino come ingrediente.
La verità sul vino
pagine: 176
prezzo: 12 euro
per richiederlo: Go Wine Editore, piazza Risorgimento 5, 12051 Alba (Cn) - Tel 0173 364631 - Fax 0173 361147 - gowine.editore@gowinet.it
Rocco Lettieri
”
'
è solo una questione di quantità e qualità. Un nuovo libro fa il punto delle ultime ricerche. E cadono molti luoghi comuni: si vive meglio e più a lungo. Il segreto sta tutto in una parolina strana: polifenoli
Dopo oltre 40 anni di iniziative tese a divulgare i valori e le ricchezze della cultura enogastronomica, è partita dal Castello di Grinzane Cavour una nuova ed importante sfida. è nato l''Osservatorio vino e salute” rivolto a comunicare e divulgare il consumo consapevole e le proprietà salutistiche del vino, nella consapevolezza che alla qualità del vino debba essere associato un consumatore attento che non solo apprezza il prodotto, ma è informato e documentato sugli effetti benefici per l'organismo derivanti da un corretto consumo del vino di qualità. All'interno dell'Osservatorio è stato istituito un Comitato scientifico, coordinato da un esponente scelto fra le organizzazioni di categoria di produttori
vitivinicoli e dal professor Attilio Giacosa, del dipartimento di Gastroenterologia del Policlinico di Monza, nonché ricercatore presso l'Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova. Giacosa, in collaborazione con Mariangela Rondanelli, responsabile del Servizio endocrino-nutrizionale dell'Asp di Pavia e professore associato in Nutrizione presso l'Università di Pavia hanno dato alla stampa il volume 'La verità sul vino. Come quando perché il vino fa bene”. Di che si tratta? Che il bere un buon bicchiere di vino sia un piacere, tutti sono d'accordo. Per contro, pochi sanno che bere vino con moderazione non solo non fa male, ma addirittura allunga la vita e riduce il rischio di sviluppare varie malattie. Quindi bere vino in modo corretto e consapevole rappresenta un vantaggio salutistico rispetto all'essere astemi. Appare doveroso sottolineare questi concetti proprio adesso, epoca nella quale si assiste ad una criminalizzazione indiscriminata di tutte le bevande alcoliche in virtù degli effetti nocivi sulla salute e sulla guida automobilistica. A questo riguardo occorre effettuare un duplice distinguo. In primo luogo bisogna rimarcare che l'abuso di alcolici, indistintamente dalla loro natura, è sempre nocivo, sia per i danni dell'assunzione acuta (ebbrezza, torpore, incoerenza logica) sia per quelli correlati all'eccesso cronico (etilismo, malattie del fegato e altri organi). In seconda istanza è bene ricordare la differenza tra vino e altre bevande alcoliche. Tutti sappiamo infatti che le stragi del sabato sera non sono certo dovute a un buon bicchiere di vino consumato durante la cena!
Il messaggio nuovo è legato a molti studi scientifici e osservazioni epidemiologiche sugli effetti benefici del consumo abituale e moderato di vino. Il vino è stato studiato sia come bevanda che mediante analisi dettagliata dei molti composti bioattivi ivi contenuti. Fra i vari principi attivi identificati nel vino, quello più noto è il resveratrolo. Questa sostanza è un antiossidante presente soprattutto nel vino rosso, che avrebbe la capacità di migliorare l'efficienza cellulare attraverso il potenziamento dell'attività mitocondriale, la 'centralina” energetica delle cellule. Alcune ricerche sugli animali sembrano dimostrare che il resveratrolo favorisce la longevità, migliora il controllo del diabete, ritarda la comparsa del morbo di Alzheimer e produce un effetto protettivo su cuore e circolazione. A Newcastle, in Inghilterra, è in corso uno studio sperimentale volto proprio a verificare l'effetto del resveratrolo in pillola su pazienti affetti da gravi disturbi mitocondriali, ma altri studi sono all'orizzonte per valutare la possibilità di rallentamento dell'invecchiamento umano.
Sul tema dell'invecchiamento, grande scalpore fece la pubblicazione di un importante studio realizzato nel 1995 a Copenhagen. Questa ricerca, conosciuta come 'studio danese”, è stata effettuata su più di 6.000 maschi e 7.000 femmine in età adulta e ha dimostrato che il rischio di morire si abbassa fra chi consumava vino con moderazione, rispetto agli astemi e ai forti bevitori. Ma ciò che è altrettanto importante è che questo vantaggio non si verifica fra chi consumava birra o superalcolici. La ricchezza del vino in polifenoli, dotati di spiccata azione antiossidante (ovvero della capacità di bloccare i radicali liberi nocivi che si formano nell'organismo), costituisce un'importante barriera di difesa nei confronti dei danni cardiovascolari. Gli effetti sono rappresentati innanzitutto dalla riduzione della formazione di placche arteriosclerotiche nelle arterie e di conseguenza minor rischio di malattia delle coronarie e infarto cardiaco. Fra i vari polifenoli sono le procianidine i primattori presenti nel vino. Il loro effetto è talmente significativo che questi composti sono oggi utilizzati dalla industria farmaceutica per la preparazione di farmaci attivi nelle malattie vascolari, sia venose che arteriose. A questo risultato benefico partecipa anche l'aumento della produzione di ossido nitrico osservata in chi beve abitualmente vino. L'ossido nitrico riduce l'aggregazione delle piastrine, rendendo difficile la formazione di trombi e l''occlusione” delle arterie. Il vino poi aumenta la formazione di colesterolo buono (Hdl) e riduce la presenza e l'attività del colesterolo Ldl (quello 'cattivo”), con innegabili effetti benefici in campo cardiovascolare.
Un'altra area di grande interesse è rappresentata dalle problematiche neurologiche. Il consumo corretto e abituale di vino appare statisticamente correlato a una riduzione del rischio di sviluppare ictus, cioè infarto cerebrale, e Tia (episodi di ischemia cerebrale transitoria, con perdita per tempo molto breve di alcune funzioni motorie o della capacità di parlare correttamente). Altri interessanti dati in corso di analisi sono quelli legati alla possibilità di ridurre il rischio di gravi degenerazioni cerebrali (morbo di Alzheimer, demenza senile). Numerose ricerche documentano che il regolare consumo di vino ha effetti favorevoli sia sulla frequenza con cui il morbo di Alzheimer si manifesta, sia sull'età di insorgenza, che viene ritardata di almeno tre anni (in un importante studio condotto sull'argomento). Il vino, quindi, non per curare le malattie, ma per prevenire e ridurre il rischio di sviluppare molti gravi disturbi cardiovascolari e neurologici. Per ottenere questi effetti, certo è che il consumo abituale e corretto di vino è ampiamente da preferire al ricorso ad una pillola contenente principi attivi derivati dal vino. Resta il problema della giusta dose di vino, volta a garantire gli effetti ora menzionati. A questo riguardo i ricercatori impegnati nel settore hanno identificato in due bicchieri al giorno la quantità ottimale per la popolazione di sesso maschile. Il vino, coniugato al femminile, prevede invece una dose leggermente inferiore (un bicchiere), in virtù di differenze metaboliche ed epidemiologiche. Il vino dunque, non solo come bevanda ricca di gusto e piacere, ma anche come fonte di salute e di potenzialità preventiva. Il vino che non solo non fa male, ma addirittura fa bene.
Bere vino dunque, anziché essere astemi, se si vuole proteggere la salute, ma ricordando sempre di evitare abusi e di tenere in debito conto le norme legislative che impongono sobrietà alla guida, garantita da un valore etilometrico inferiore allo 0,5 g di alcol etilico per litro di sangue. Questo è il messaggio che il libro vuole diffondere, illustrando con rigore i dati della ricerca medica e scientifica sulle correlazioni fra il consumo consapevole del vino e la salute. In conclusione (parlando del libro) che il vino sia una realtà piacevole è cosa nota a tutti, ma che il suo abituale consumo in dosi moderate costituisca un vantaggio per la salute rispetto all'essere astemi, è cosa del tutto nuova. Gli autori, sulla scorta di rigorose evidenze scientifiche, dimostrano perché il consumo di corrette dosi di vino allunghi la durata della vita e riduca il rischio di molte malattie come l'infarto cardiaco, la demenza senile o il diabete. Come in un romanzo, questa opera prende per mano il lettore e lo conduce attraverso le caratteristiche nutrizionali e biologiche del vino e dei suoi costituenti, con particolare riferimento ai principi bioattivi e alle loro peculiarità funzionali. Differenze fra vino bianco e rosso e fra vino e superalcolici, così come luoghi comuni sul vino vengono definiti in modo chiaro, sfatando miti e bugie. Un punto cardine è la definizione della giusta dose di vino in funzione del sesso, dell'età e di vari stati fisiologici, quali la gravidanza o la menopausa. Ampio spazio è poi dedicato a proverbi e citazioni letterarie e ad una raccolta di ricette realizzate utilizzando il vino come ingrediente.
La verità sul vino
pagine: 176
prezzo: 12 euro
per richiederlo: Go Wine Editore, piazza Risorgimento 5, 12051 Alba (Cn) - Tel 0173 364631 - Fax 0173 361147 - gowine.editore@gowinet.it
Rocco Lettieri
”

