Dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento durante le feste di Natale, oggi ai lavoratori dell'emittente televisiva satellitare Gambero Rosso è stato impedito l'accesso alla Città del Gusto e la possibilità di svolgere il loro lavoro.
La società D:Gusto, infatti, con sconcertante disinvoltura - informa una nota Slc Cgil Roma e Lazio - ha rescisso anticipatamente il contratto di subappalto con l'Upc, (la società che fino a ieri ha realizzato il programma), motivando la decisione con i disservizi causati dallo sciopero.
Siamo all'insulto e alla beffa: lavoratori in lotta per il posto di lavoro - si legge nella nota sindacale - vengono cacciati prima della data prevista per il loro licenziamento proprio a causa della loro protesta. Oltre alla violazione di quasi tutte le norme che ancora tutelano i rapporti di lavoro, il comportamento di tutte le società coinvolte nella vicenda si caratterizza per la cinica spregiudicatezza.
Vogliamo ricordare al presidente di Gambero Rosso Holding, sicuramente troppo impegnato dalle sue numerose ed importanti cariche per approfondire la vicenda ed incontrare il sindacato, che mai nessuno ha voluto parlare di questo sub appalto nei lunghi anni in cui l' Upc ha gestito l'appalto con gli stessi lavoratori di oggi, ma con discutibili contratti a chiamata giornaliera e con compensi esentasse per trasferte mai effettuate in sostituzione del salario, molto "flessibili" ed economici ma senza i più elementari diritti (malattia, ferie, maternità ecc).

I problemi sono nati dopo la stabilizzazione e la regolarizzazione dei contratti e soprattutto quando i lavoratori hanno cominciato a chiedere l'integrale applicazione del contratto. Non vorremmo che «selezionare le parti migliori» come dichiara il presidente Paolo Cuccia nell'articolo del Corsera del 2 gennaio, significhi voler ritornare a quel tipo di rapporti di lavoro. Ci piacerebbe al contrario che ai ragazzi che da anni mandano avanti il canale fosse riconosciuto almeno lo stesso diritto dei lavoratori degli appalti di pulizia, citati nell'articolo, di mantenere il posto di lavoro anche con un eventuale nuovo appalto. Per concludere rinnoviamo la nostra richiesta d'incontro a tutti i soggetti coinvolti nella vicenda: Gambero Rosso, Rai-Sat, Upc, D.Gusto permettendoci ci osservare che stile e gusto, marchi di fabbrica della Holding, si mantengono anche rispettando il lavoro di chi contribuisce a mantenerne il prestigio. Il subentro di una società in un appalto non deve essere motivo di licenziamento collettivo soprattutto se l'attività prosegue.

Fonte: Agi