Tavole sempre più povere. A picco, frutta, pane e carne
Le tavole degli italiani sono sempre più povere. Nei primi sette mesi del 2008 i consumi alimentari hanno fatto registrare un calo tra il 3,5 e il 4% rispetto all'analogo periodo del 2007. Per la frutta, la carne e il pane è un crollo continuo. A sostenerlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori le cui prime stime, elaborate su dati Ismea ed Istat, confermano una tendenza negativa che ormai si protrae dall'inizio dell'anno.
La caduta dei consumi - ricorda la Cia - è da attribuire all'impennata dei prezzi che sta facendo tirare la cinghia agli italiani. Nei primi sette mesi dell'anno vanno a picco soprattutto frutta (meno 4%), pane (meno 2,6%) e carne bovina (meno 3,2%). Resta difficile anche il quadro per gli ortaggi e le verdure (meno 1,5%), l'olio d'oliva (meno 2,7%), il vino e lo spumante (meno 1,2%). Torna, invece a crescere, nonostante il rincaro del 25%, la pasta (più 1,2%). In controtendenza anche il latte e i suoi derivati (più 1,3%) e la carne avicola (più 6,6%).
Nel solo mese di luglio i consumi di prodotti agroalimentari - rileva la Cia - sono diminuiti rispetto al precedente mese di giugno del 2,5%. Il settore più penalizzato resta quello della frutta con un calo del 3,5%.
Ma vanno in picchiata anche il pane (meno 2%), la carne (meno 2,8%), gli ortaggi (meno 1,6%). Per gli altri prodotti la domanda, sempre luglio su giugno, resta stagnante, con l'eccezione per la carni avicole, che proseguono il trend positivo (più 3,5%), e per la pasta che, dopo le pesanti cadute dei mesi passati, comincia a dare segni di risveglio. Attualmente la spesa alimentare degli italiani è così ripartita: 23,4% carne, salumi e uova; 18,2% latte e derivati; 16,8% ortofrutta; 14,8% derivati dei cereali; 8,9% i prodotti ittici; 5,7% le bevande analcoliche; 5,5% le bevande alcoliche; 3,9% olio e grassi; 2,8% zucchero, sale, caffè, the. L'incidenza sulla spesa complessiva mensile è pari al 18,8%.

