Pranzavano verso le 11, al più tardi alle 12, e la cena era alle 16. Dopo, i reali di Casa Savoia trascorrevano il tempo tra conversazioni e giochi di carte, sorbendo cioccolata calda da preziose tazzine. Erano in pochi a potersi permettere allora - siamo nel '700 - quel delizioso e corroborante infuso che veniva da lontano, accompagnato dai "bagnati", pasticcini secchi da inzuppare.
 Questa era la Merenda Reale, servita tra trine e porcellane, una moda che dalla Corte Sabauda si era estesa ai vari livelli della nobiltà ma che comunque restava un lusso per pochi. Oggi tutti possono essere ammessi all'ambitissimo rito grazie ai 23 appuntamenti organizzati da Turismo Torino e Provincia, che dal 26 ottobre,in concomitanza del Salone del Gusto, e fino all'8 dicembre, avranno luogo nel Canavese, a Lanzo, a Torino, nella Bassa Val di Susa e nel Pinerolese.
Turisti ed appassionati potranno quindi trascorrere ore piacevoli in palazzi storici e pasticcerie che si adopereranno nel ricreare l'atmosfera di un salotto settecentesco. Il progetto si è avvalso della consulenza di Barbara Ronchi della Rocca - giornalista ed esperta di storia del galateo - che ha tenuto un corso di formazione ai titolari dei locali interessati su come comporre il servizio e allestire la sala.

Gli ospiti saranno accolti da personale formato sulla storia della Merenda Reale e sul relativo periodo storico, oltre che abbigliato nel rispetto dei colori dei pasticceri di corte (gonna lunga o pantaloni marrone scuro, camicia bianca e coccarda blu Savoia) mentre le tavole saranno decorate con tovaglie di stoffa rossa o bianca, i colori reali. Le tazze in cui verrà servita la cioccolata, dovranno essere alte e strette, sul modello di quelle  porcellane settecentesche chiamate 'macerina” o 'trembleuse”. Sontuose le portate: cioccolata calda  con bagnati, paste savoiarde alla provenzale e alla piemontese, canestrelli, torcetti, lose golose, gofri, lingue di suocera e tortine, praline e diablottini di cioccolato.
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Mariella Morosi