Pane cotto in piazza, rosette gratis ai passanti e l'elemosina di un 'povero consumatore” vestito con un saio: così l'Associazione dei consumatori avvia lo 'sciopero della pagnotta” per protestare contro i rincari (+30% nell'ultimo anno per il pane e +35% per la pasta). Allo slogan "Con Berlusconi e Tremonti fineremo sotto i ponti", riportato su alcuni manifesti, decine di persone delle due associazioni chiedono un incontro con i rappresentanti del Consiglio dei ministri "per chiedere misure contro questo salasso".
«La gente - ha spiegato Mario Trefiletti, segretario generale di Federconsumatori - non riesce neanche a comprare il pane, è una cosa vergognosa. Chiediamo ai cittadini per oggi di acquistare poco di tutto, in particolare di evitare di comprare il pane». Secondo i dati delle associazioni - che hanno avviato proteste analo ghe in diverse città italiane - una famiglia spende in media 200 euro in più all'anno per il pane. Cartelli, slogan e striscioni hanno fatto da cornice alla manifestazione in Piazza Montecitorio: tra i tanti che sintetizzano la protesta dei consumatori "Grazie al caro ortofrutta si rimane a bocca asciutta" e "Cadono le spese e salgono i prezzi".
C'era poi un 'povero consumatore” speciale, il presidente del Codacons Carlo Rienzi (nella foto) che, vestito con un saio, chiedeva l'elemosina, riuscendo a farsi dare dai passanti un panino e qualche spicciolo, mentre provocatoriamente alcune ragazze distribuivano rosette gratis. Per spiegare che nei passaggi da grano al pane il prezzo lievita del 1300%, la Coldiretti ha invece allestito, sempre in piazza Montecitorio, un banchetto con le materie prime e gli ingredienti di base, dal grano, alla farina, all'acqua, cui era affiancato un vero e proprio forno in cui questi prodotti venivano lavorati. «Abbiamo voluto dimostrare - ha spiegato Stefano Masini, responsabile consumi e ambiente dell'organizzazione - che l'agricoltura non è responsabile di questi aumenti, e che sono i vari passaggi nella filiera a determinarli».

Occupate Confcommercio e Assipan a Roma
Un paniere diversificato per la città di Roma allo scopo di portare a un euro al chilo il prezzo del pane , ''che oggi a Roma supera i 2 euro''. Sono le richieste del movimento per i diritti dei consumatori ''Action-Ronde contro il carovita'', che stamani ha occupato a Roma per un'ora e mezza la sede della Confcommercio e dell'Assipan, assieme a un gruppo di circa cinquanta persone, composto da ragazzi e intere famiglie. Dopo aver occupato il primo piano dell'edificio della confederazione dei commercianti, dove ha anche sede l'associazione dei panificatori, i contestatori hanno incontrato il presidente dell'Assipan Claudio Conti, che ''si è reso disponibile - secondo quanto ha detto l'associazione - a mettere in commercio una tipologia di pane ad un prezzo più basso''.

«La Assipan si è difesa dalle accuse sulla responsabilità dell'aumento del prezzo dicendo che non c'è stato alcun cartello e che il problema è dovuto al prezzo della farina prodotta dai mulini, rimasto invariato rispetto all'abbassamento del costo del grano» ha detto una rappresentante di Action, Simona Panzino. L'associazione ha anche chiesto di 'partecipare all'incontro che si terrà tra l'Assipan e l'assessore capitolino al Commercio Davide Bordoni il 30 settembre. La protesta si è tenuta in occasione del giorno dello ''sciopero della pagnotta'', indetta dalle associazioni dei consumatori contro il carovita.

Coldiretti, spesa doppia da nord a sud
Il prezzo medio del pane raddoppia tra Napoli dove costa 1,93 euro al chilo e Milano dove si spende 3,61 euro al chilo, mostrando una forte variabilità tra le diverse città con valori che variano tra i 3,47 euro al chilo a Bologna, 2,71 euro al chilo a Palermo, 2,47 a Torino, 2,28 a Roma e 2,39 a Bari. è quanto emerge da una analisi svolta dalla Coldiretti sui dati del sito www.osservaprezzi del ministero dello Sviluppo economico, in occasione dello 'sciopero della pagnotta” che per la prima volta è stata sfornata direttamente in piazza Montecitorio dove è stato peraltro svelato con cartelli e dimostrazioni il percorso di una filiera che fa lievitare il prezzo dal campo alla tavola.

La forte variabilità è una evidente dimostrazione che l'andamento del prezzo del pane dipende solo marginalmente dal costo del grano, fissato a livello internazionale al Chicago Board of Trade, e non mostra quindi differenze tra le diverse città. Peraltro le quotazioni del grano tenero per il pane si sono ridotte dall'inizio dell'anno del 40% per raggiungere il valore di circa 0,20 euro al chilo. Che, secondo il servizio Sms consumatori del ministero delle Politiche agricole, diventano 0,36 euro quando si trasforma in farina all'ingrosso e in 2,80 euro al chilo quando diventa pane, con un aumento di quasi il 1300 per cento dal campo alla tavola. Una moltiplicazione che rischia di avere conseguenze negative per i consumi con gli acquisti familiari che sono calati del 2,5% per il pane nel primo semestre dell'anno, secondo i dati Ismea Ac Nielsen.

Cia, nel 2008 meno 2,4% pane a tavola
I rincari hanno costretto quattro famiglie su dieci a ridurre l'acquisto di pane e le previsioni sui consumi parlano di un calo del 2,4% rispetto al 2007, che già aveva registrato una flessione del 6,3%. Lo sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che in occasione dello 'sciopero della pagnotta” proclamato dalle associazioni dei consumatori, ha anticipato i dati di una ricerca sui mutamenti delle abitudini a tavola degli italiani, che verrà presentata domani a Genova nel corso della 4a Festa nazionale dell'agricoltura.
Nonostante il calo delle quotazione del grano (tra il 30 e il 40%), il prezzo del pane è sempre in crescita, anche se in maniera meno accentuata rispetto ad alcuni mesi fa. Nello scorso agosto, secondo i dati dell'Istat, l'aumento è stato dello 0,3% rispetto a luglio e del 12,2% nei confronti dello stesso periodo del 2007. Aumenti che han no costretto le famiglie a limitare gli acquisti di pane soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, dove oltre il 50% dei nuclei familiari ha ridotto i consumi nei primi sette mesi del 2008. Percentuale che al Centro è del 47% e che al Nord scende al 30%. Ora serve un'immediata inversione di tendenza dei prezzi al consumo.

Fippa, le bugie hanno le gambe corte
La ''mancata adesione'' dei consumatori allo sciopero del pane riscontrata dalla Federazione italiana panificatori (Fippa) «è la conferma che le bugie hanno le gambe corte e che i consumatori non si lasciano abbindolare da iniziative demagogiche». Lo afferma il presidente della Fippa, Luca Vecchiato (nella foto a sinistra), ribadendo che nell'arco della mattinata «non si è verificato presso i 25mila panifici artigianali italiani alcun calo delle vendite' in seguito allo sciopero della pagnotta indetto dalle associazioni consumatori. Ci sentiamo di ringraziare le associazioni dei consumatori, la Coldiretti e tutti coloro che con il clamore suscitato in questi giorni ci hanno finalmente permesso di fare chiarezza presso i media sui veri numeri del pane. Un'occasione unica per noi, che lavoriamo di notte e non siamo abituati a proclami e iniziative mediatiche».ma la Fipp

Assipan: costo del grano sceso, la farina no

Ancora una volta, e questo avviene ormai sistematicamente, si compara il prezzo del grano a quello del pane ignorando da parte della Coldiretti, della Cia e delle Associazioni dei Consumatori, che «i fornai comprano farina e non grano; farina che ad oggi non ha registrato alcuna diminuzione». Questo il commento di Claudio Conti, presidente Assipan (Associazione italiana panificatori e affini, aderente a Confcommercio) allo sciopero della pagnotta di oggi. «In commercio - aggiunge Conti - c'è pane per tutte le tasche e Assipan si sta muovendo per venire sempre più incontro alle esigenze dei consumatori. Per quanto riguarda le voci che stanno circolando in queste ore sulla diminuzione dei consumi di pane, la nostra categoria 'non registra alcun calo in merito, se non quello da imputarsi alla generalizzata crisi dei consumi». Assipan, annuncia Conti, ha chiesto, proprio in questi giorni, un incontro urgente con il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola «per fare chiarezza una volta per tutte sui prezzi del pane». Conti ricorda infine che sulla diminuzione dei listini della farina «i nostri ripetuti inviti alle industrie molitorie sono ad oggi rimasti inascoltati».

Le richieste dei cosnsumatori
Una riduzione del 15-20% dei prezzi nel settore agroalimentare, in particolare per il pane "considerato che il prezzo del grano è sceso del 40%"; il blocco del carico fiscale su tutti i prodotti energetici, che in Italia è tra i più elevati d'Europa; la defiscalizzazione del reddito fisso (lavoro dipendente e pensioni) per aumentarne il potere d'acquisto: sono queste le tre richieste che le associazioni dei consumatori hanno rivolto al governo contro il caro prezzi in occasione dello sciopero del pane.
«Chiediamo provvedimenti in questa direzione - ha spiegato il presidente della Federconsumatori, Rosario Trefiletti - in attesa che si avviino riforme a più ampio spettro». CittadinanzAttiva chiede a sua volta una moratoria sui prezzi fino al 30 giugno 2009, sgravi fiscali per le famiglie e l'abbassamento dell'Iva dal 20 al 10% per il metano, anche ad uso riscaldamento. «Invitiamo il Governo e i Comuni - ha detto Giustino Trincia, responsabile dell'associazione a passare dalle parole ai fatti».

Fonte: Ansa

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