Troppi passaggi nella filiera e prezzi alle stelle: la Coldiretti lancia il piano anti rincari dal campo alla tavola
Con il prezzo del grano e del latte alla stalla che sono oggi più bassi di quelli rilevati all'inizio dell'anno le materie prime agricole offrono alcun alibi a ulteriori aumenti dei prezzi del latte, pane e della pasta che al contrario dovrebbero diminuire al consumo. è quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati del ministero del Tesoro che ha rilevato un aumento del 30,4% per la pasta, del 13,3% per il pane e dell'11,2% per il latte nel primi sei mesi dell'anno. E ancora: con il prezzo del grano e del latte alla stalla che sono oggi più bassi di quelli rilevati all'inizio dell'anno le materie prime agricole non offrono alcun alibi a ulteriori aumenti dei prezzi del latte, pane e della pasta che al contrario dovrebbero diminuire al consumo. Anche per effetto della forbice tra prezzi alla produzione e alla vendita i consumi alimentari sono stagnanti a crescita zero, in riferimento ai dati sull'inflazione dell' Istat che ad agosto ha rilevato un aumento del 25,6% per la pasta e del 12,1% per il pane.
Il raffreddamento generale dell'inflazione è un dato positivo sul quale pesano ancora, nonostante il rallentamento, le ombre dell'andamento dei prezzi e dei consumi nell'alimentare dove sono soprattutto le distorsioni e i troppi passaggi esistenti nel percorso dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale i prezzi moltiplicano e i centesimi si trasformano in euro. Il prezzo del latte rincara del 241% nel suo percorso dalla stalla allo scaffale mentre il grano subisce aumenti del 369% nel diventare pasta e addirittura del 1325% se si trasforma in pane, secondo le elaborazioni Coldiretti sui dati del servizio Sms consumatori del ministero delle Politiche Agricole.
I passaggi della filera
A favorire la crescita dei prezzi nell'agroalimentare sono soprattutto le distorsioni e i troppi passaggi esistenti nel percorso dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale i prezzi molti
plicano e i centesimi si trasformano in euro. Il prezzo del latte moltiplica del 241% nel suo percorso dalla stalla allo scaffale mentre il grano subisce aumenti del 369% nel diventare pasta e addirittura del 1325% se si trasforma in pane, secondo le elaborazioni Coldiretti sui dati del servizio Sms consumatori del ministero delle Politiche Agricole.
In Italia, al momento attuale, per ogni euro speso nell'acquisto di prodotti alimentari, 60 centesimi vengono assorbiti dalla distribuzione commerciale, 23 centesimi dall'industria alimentare e solo 17 servono per remunerare il prodotto agricolo: questo significa, in altre parole che il prezzo moltiplica di oltre cinque volte dal passaggio dal campo alla tavola.
Effetti negativi sui consumi delle famiglie
L'aumento dei prezzi al dettaglio sta provocando anche un preoccupante effetto stagnazione sui consumi alimentari che nel primo semestre del 2008 sono rimasti uguali in quantità a quelli dello scorso anno anche se si sono verificate variazioni nella composizione della spesa. Se si sono ridotti i consumi di pane (-2,5%), carne bovina (-3,0%) frutta (-2,6%) e ortaggi (-0,8%), tornano a salire quelli di pasta (+1,4%), latte e derivati (+1,4%) e fa segnare un vero boom la carne di pollo (+6,6%).
L'aumento dei prezzi incide sopratutto sugli anziani e sulle famiglie numerose con le coppie con tre o più figli e le persone con più di 64 anni da sole o in coppia che destinano ben il 21,9% della spesa complessiva agli alimentari. Si tratta di segmenti della popolazione particolarmente sensibile agli effetti dell'inflazione che ha provocato nel 2008 un forte aumento dei 467 euro al mese che mediamente ogni famiglia italiana destina alla spesa alimentare. Le principali voci di spesa alimentare sono nell'ordine carne per 106 euro, frutta e ortaggi per 84 euro, pane e pasta per 79 euro e latte, uova e formaggi per 64 euro.
Piano anti rincari dal campo alla tavola
«Vogliamo affrontare l'emergenza inflazione - afferma Sergio Marini (nella foto), presidente della Coldiretti - con un piano che vede il coinvolgimento, oltre che delle imprese agricole, del sistema dei consorzi agrari (Assocap), dai quali passa oltre il 40% dei mezzi tecnici, lo stoccaggio e la trasformazione dei prodotti, di CoopColdiretti (sono 1300 a oggi le cooperative socie di Coldiretti) e del sistema dei farmers market». «Per la definizione del piano - aggiunge il presidente di Coldiretti - auspichiamo, e in tale maniera ci attiveremo, la fattiva e necessaria partecipazione del sistema della trasformazione artigianale e industriale e della piccola e grande distribuzione. Il nostro progetto, che intendiamo presentare al governo nei prossimi mesi, vuole essere l'impegno concreto di Coldiretti per il rilancio dei consumi e il contenimento dell'inflazione legata all'alimentare nel nostro Paese».
L'esperienza estiva ha dimostrato che l'apertura dei mercati degli agricoltori favorisce un contenimento dei prezzi per effetto della riduzione delle intermediazioni, del maggior consumo di prodotti locali che non bruciano petrolio per lunghi trasporti e per una più generale funzione calmieratrice nell'area in cui nascono. La Coldiretti ha promosso decine di iniziative con l'obiettivo di realizzare almeno un farmers market (mercato esclusivo degli agricoltori) per ogni comune italiano per combattere il caro prezzi dal campo alla tavola con la vendita diretta e senza intermediazioni dei prodotti alimentari.
Dove e come risparmiare con la spesa low cost
Nonostante il caro prezzi è dunque possibile fare una spesa low cost con risparmi di oltre il 30% senza rinunciare alla qualità tagliando le intermediazioni grazie a idee innovative per risparmiare che vanno dall'acquisto del latte alla spina all'orto self service ma anche la spesa ai mercati generali o direttamente nelle imprese agricole. Grazie alla distribuzione alla spina il latte fresco di altissima qualità può essere acquistato a prezzi variabili tra un euro ed un euro e venti (per il biologico), mentre sugli scaffali il latte fresco è venduto attorno a 1,4 euro al litro, riciclando peraltro il contenitore ed eliminando così anche la dispersione di in rifiuti. Se sono ormai centinaia i distributori di latte fresco che possono essere rintracciati sul sito www.coldiretti.it.
In molte città è anche possibile approfittare dell'apertura dei mercati all'ingrosso ai privati cittadini, prevista dalla legge in orari determinati che consente risparmi con acquisti a collo (cassetta o altro) e di usufruire degli eventuali "saldi last-minute". E anche possibile fare la spesa direttamente nell'orto delle aziende agricole raccogliendo personalmente dal terreno il cespo di insalata, il finocchio e le zucchine che si intendono acquistare per garantirsi cibi sicuri e di qualità ma anche per risparmiare sui costi della raccolta secondo una formula denominata 'pick your own” che sta avendo una rapida diffusione negli Usa e negli Stati Uniti. Ma per chi vuole acquistare prodotti freschi direttamente dal produttore, senza fare la "fatica" di raccoglierli, sul sito www.campagnamica.it c'è il motore di ricerca "fattorie e cantine" dove è possibile individuare per singolo comune le aziende agricole dove è possibile fare la spesa con quasi diecimila indirizzi disponibili.
La spesa delle famiglie italiane in alimenti e bevande
Prodotti Carne 106 euro Pane e trasformati di cereali 79 euro Latte, formaggi e uova 64 euro Ortaggi, frutta e patate 84 euro Pesce 42 euro Zucchero, dolciari e caffè 32 euro Bevande 42 euro Oli e grassi 18 euro In totale 467 euro
Fonte: Elaborazione Coldiretti su dati Istat
La moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola
RINCARI DA CAMPO A TAVOLA
LATTE FRESCO INTERO +241%
ORTOFRUTTA +200%
PASTA +369%
PANE +1325%
MEDIA AGROALIMENTARE +488%
Fonte: Elaborazioni Coldiretti

