Le strade del mito: viaggio tra i borghi delle Madonie di una Sicilia d’altri tempi
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Percorrere oggi queste strade, teatro della mitica Targa Florio, la corsa più affascinante al mondo, ideata dallo straordinario Vincenzo Florio nel 1906, provoca un susseguirsi di emozioni irripetibili. Di quell'impresa pionieristica che proiettò la Sicilia del primo novecento sulla ribalta internazionale e dei fasti di quel glorioso passato, oggi rimane la memoria custodita nel museo della Targa Florio di Collesano, una tappa obbligata per iniziare un itinerario coinvolgente fra ricordi, arte e sapori. I centri abitati che si incontrano lungo la splendida cornice madonita, sono ricchi di tradizioni, folklore e artigianato, con architetture che testimoniano l'espressione di una cultura che ha saputo conservare i valori di questi luoghi.
Collesano e Caltavuturo, borghi da scoprire
Collesano (nella foto a destra), cittadina normanna, fondata da re Ruggiero, sorprende per la sua posizione geografica. Incastonata fra il mare e la montagna, si trova a metà strada fra la località sciistica di Piano Battaglia e Cefalù, rinomato centro turistico balneare della costa tirrenica meridionale. Vivace l'artigianato locale, rappresentato dai maestri del ferro, del legno, del ricamo e della ceramica, la cui lavorazione risale al ‘700.
Da Collesano si prosegue per Caltavuturo, un borgo tutto da scoprire. Eleganti palazzi del ‘700 caratterizzano le vie cittadine e a
ssieme alle opere d'arte contenute nelle chiese attribuiscono un fascino aristocratico al piccolo borgo.
Le due Petralie
Nel cuore del parco delle Madonie, è situata Petralia Sottana (nella foto a sinistra), a mille metri sul livello del mare. Di origine greca, come la consorella Petralia Soprana, ha un'economia prevalentemente agricola e negli ultimi anni ha avuto un timido sviluppo turistico. Entrambe le cittadine hanno un ricco patrimonio artistico ben conservato. Interessante, fra le manifestazioni, la rievocazione storica nei costumi settecenteschi del matrimonio dei nobili che si svolge nel centro storico di Petralia Soprana nel mese di agosto.
Castelbuono, memorie antiche ai piedi del mare
Altra località da visitare è Castelbuono (nella foto in basso a destra), a pochi chilometri dal mare. La cittadina si è sviluppata ai piedi delle Madonie in una suggestiva vallata abitata già nel neolitico e ricca di memorie greche, romane, arabe e bizantine. I boschi di frassino sono ricchi della manna, linfa che si estrae dalla corteccia, ottimo dolcificante, ideale nelle diete dei diabetici. Molto rinomato l'artigianato femminile: i ricami, i merletti, i lavori in tessitura. La gastronomia del territorio presenta una vasta gamma di produzioni tipiche di buona qualità: dai prodotti caseari (cacio cavallo, ricotta, formaggio pecorino, ecc..) ai salumi, ottimo l'olio, per non parlare dei prodotti conservati sott'olio e sotto aceto, del miele e dei funghi, del pane e dei dolci. Da gustare i primi piatti a base di funghi di basilisco, tipici del parco delle M
adonie, detti anche porcini bianchi e le salsicce e le costatine di agnello alla griglia. I pasticcieri da queste parti si sbizzarriscono nel creare dolci sempre più raffinati, lo sfoglio, la testa di turco, gli amaretti. Lo sfoglio è il dolce più tipico delle Madonne, una pasta frolla farcita di tuma (formaggio d'alpeggio), zuccata, albumi d'uovo, cacao, zucchero e scorza di limone, cotta al forno e servita fredda. Per finire non manca di certo una buona granita al gusto di limone, di fragole e di frutti di bosco.
Scelti per voi
A Collesano si può dormire presso l'agriturismo Arione, dove si può anche gustare la cucina tipica della tradizione siciliana (www.agriturimoairone.it) . A Petralia Sottana si segnala l'azienda Tudia in Collina, dotata di piscina e dove si possono acquistare i prodotti biologici secondo le antiche ricette madonite (www.tudiaziendagricola.it). Per mangiare, ristorante-pizzeria Antico Baglio a Castelbuono, nel cuore del centro storico, tra i piatti tipici, quelli a base di selvaggina e la testa di turco, dolce tipico di Castelbuono (www.anticobaglio.it).
Piero Rotolo

