In aumento gli ospiti (+3%), in flessione la durata dei soggiorni (- 10%) e gli stranieri (-15%); costi di gestione lievitati del 4% a fronte di prezzi invariati rispetto al 2007. Redditi delle aziende 'tagliati” del 16%. L'agriturismo tiene, ma la crisi economica interna e dei paesi occidentali, si fa sentire e produce diversi segni negativi. Per quanto riguarda la domanda, nel periodo estivo, quando ormai anche il quadro delle prenotazioni di settembre si va definendo, le stime di Agriturist (Confagricoltura) mettono in evidenza un lieve incremento degli ospiti (+ 3%) cui tuttavia fa riscontro una riduzione del 10% della durata media dei soggiorni, scesa a 4,9 giorni. L'aumento degli ospiti si attribuisce ai prezzi contenuti dell'ospitalità in fattoria, che hanno attratto verso il settore nuovi segmenti di domanda precedentemente orientati verso strutture ricettive più costose. Alla abbreviazione dei soggiorni ha contribuito il ridimensionamento della domanda estera (-15%) che solitamente prenota per periodi più lunghi (5-10 giorni).

 Le prenotazioni arrivano sempre più spesso all'ultimo momento e si avvantaggiano di riduzioni di prezzo che anche l'agriturismo pratica ormai frequentemente per non lasciare alloggi inutilizzati. Anche per effetto di questa crescente flessibilità dei prezzi, le tariffe medie di soggiorno dell'estate 2008 - segnala Agriturist - sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Sui redditi aziendali ha pesato negativamente anche l'incremento dell'offerta (+ 5% rispetto al 2007) e dei costi di gestione (+ 4%) sicché il reddito medio del singolo agriturismo ha sofferto un sensibile ridimensionamento (-16%). Il fatturato complessivo delle 15.400 aziende agrituristiche che offrono alloggio (per 185 mila posti letto), con o senza ristorazione, è stato di poco superiore ai 600 milioni di euro.
Agriturist (Confagricoltura) ha anche monitorato, attraverso l'analisi delle visite al sito internet www.agriturist.it, le scelte degli ospiti secondo destinazione. Le regioni più richieste sono state, nell'ordine, Toscana, Sicilia, Lombardia, Campania, Lazio e Umbria. Le prime tre sono state scelte, indifferentemente, da italiani e stranieri; mentre le altre hanno evidenziato un diverso orientamento della domanda estera che ha preferito Veneto, Liguria e Sardegna.

Le province più richieste sono state prevalentemente balneari, ma non solo: ai primi posti, Grosseto, Siena, La Spezia, Roma, Perugia e Chieti. Guardando a specifiche zone all'interno delle province, in evidenza Argentario-Parco dell'Uccellina in provincia di Grosseto, seguita dal Chianti Senese, dalla costa sud di Livorno e Isola d'Elba, Perugia-Assisi, Salento-Gallipoli, Foggia-Gargano.


Le cifre dell'agriturismo italiano nell'estate 2008
Aziende agrituristiche con alloggio    15.400
Posti letto    185.000
Utilizzazione media dei posti letto    59%
Numero pernottamenti    10.042.000
Numero ospiti    2.049.000
Spesa media per persona e giorno    60 euro
Fatturato    602,5 milioni
Fonte: stime Agriturist (Confagricoltura)

Attese positive per settembre
Dalle previsioni territoriali vengono segnali incoraggianti per le presenze in agriturismo nel mese di settembre che tradizionalmente è preferito da quanti preferiscono trascorrere le vacanze in tranquillità. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare che se il trend sarà confermato il giro di affari degli agriturismi italiani dovrebbe superare a fine anno il valore di un miliardo di euro, con oltre quattro milioni di presenze annuali.
Si prevede dunque un aumento delle presenze ma anche una riduzione del periodo di soggiorno con una durata che sempre più raramente supera la settimana. E se la buona tavola è una delle ragioni principali per scegliere l'agriturismo, sempre più spesso sono offerti programmi ricreativi come l'equitazione, il tiro con l'arco, il trekking mentre in quasi la metà non mancano attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici ma anche la raccolta dei funghi particolarmente apprezzata nel mese di settembre.