Agroalimentare e rincari, per l'Europa serve una politica a sostegno dell'agricoltura
Di fronte ai limiti alla crescita e alle tensioni sui prezzi determinate dai prodotti energetici e alimentari, l'Europa ha il dovere di adottare una politica agricola coerente con l'esigenza di chiudere le porte alla speculazioni e di garantire l'approvvigionamento con una produzione alimentare di qualità al giusto prezzo per imprese e consumatori. è quanto afferma la Coldiretti nel commentare il dati sull'andamento del Pil in Europa di Eurostat e Bce con rischi di ulteriori rincari per gli alimentari.
Il valore del petrolio ha fatto esplodere il costo dei trasporti e messo in discussione il principio base della globalizzazione in base al quale si consumano i prodotti realizzati dove costa meno, mentre oggi è necessario sviluppare la produzione vicino ai luoghi di consumo per motivi economici e ambientali sia nei paesi poveri che in quelli ricchi.
L'impennata dei prezzi degli alimenti ha 'rilegittimato” fortemente il ruolo dell'agricoltura in una Europa che è un importatore netto di prodotti agricoli con una bilancia commerciale negativa di circa 4 miliardi di euro e che negli ultimi anni ha visto ridurre numero di imprese agricole e il terreno coltivato.
La politica agricola deve saper mantenere il sistema produttivo europeo efficiente con un sistema diffuso di imprese sul territorio anche in condizioni difficili affinché possa essere efficace nel reagire alle sollecitazioni di un mercato che cambia rapidamente. La 'crisi” alimentare non si risolve infatti con i prezzi bassi all'origine per i produttori perché questi non consentono all'agricoltura di sopravvivere e con la chiusura delle imprese destrutturano il sistema che non è più in grado di riprendersi anche in condizioni positive, lasciando il campo aperto alle importazioni e alle speculazioni internazionali.
Il valore del petrolio ha fatto esplodere il costo dei trasporti e messo in discussione il principio base della globalizzazione in base al quale si consumano i prodotti realizzati dove costa meno, mentre oggi è necessario sviluppare la produzione vicino ai luoghi di consumo per motivi economici e ambientali sia nei paesi poveri che in quelli ricchi. L'impennata dei prezzi degli alimenti ha 'rilegittimato” fortemente il ruolo dell'agricoltura in una Europa che è un importatore netto di prodotti agricoli con una bilancia commerciale negativa di circa 4 miliardi di euro e che negli ultimi anni ha visto ridurre numero di imprese agricole e il terreno coltivato.
La politica agricola deve saper mantenere il sistema produttivo europeo efficiente con un sistema diffuso di imprese sul territorio anche in condizioni difficili affinché possa essere efficace nel reagire alle sollecitazioni di un mercato che cambia rapidamente. La 'crisi” alimentare non si risolve infatti con i prezzi bassi all'origine per i produttori perché questi non consentono all'agricoltura di sopravvivere e con la chiusura delle imprese destrutturano il sistema che non è più in grado di riprendersi anche in condizioni positive, lasciando il campo aperto alle importazioni e alle speculazioni internazionali.

