Il carovita si fa sentire anche nel settore del gelato, alimento privilegiato in estate per le sue doti che possono sostituire addirittura un pasto. Caso eclatante della crisi è la città di Milano dove crollano i consumi. E gli artigiani si dividono: colpa della stagione estiva iniziata con la pioggia, colpa del carovita.
Il calo registrato dall'Unione Artigiani è del 23-25%. Sono 540 le gelaterie artigiane a Milano e provincia. I due terzi non ha ritoccato i prezzi. E in periferia, dove la tradizione vince sulla stravaganza, si può trovare gelato da 10 a 13 euro al chilo. Contro i 25 euro del centro. Al Delice di via Beato Angelico il cono da 1 euro non è più un'eccezione. «Chiedono porzioni piccole piccole. Per invogliare, organizzo degustazioni », spiega il titolare. Mentre Giovanni Agostinelli, al Babagel di via Padova, ricorda che vent'anni fa, quando avviò l'attività, «il cono costava 1.500 lire. Ora 1 euro e 80 e 1.70 la coppetta piccola. E al chilo 13 euro. Lo regaliamo. In centro potremmo permetterci prezzi più alti».
 Un euro e 80 per 140 grammi di bontà. Per molti il gelato è il sostituto del pasto (100-200 calorie per 100 grammi a seconda dei gusti, frutta o creme). Sui Navigli, al Gelato Sas, il prezzo minimo è di 2 euro. E il titolare Stefano Albini conferma: «Ho notato che si riduce la quantità, la vaschetta da mezzo chilo invece di quella da un chilo si fa bastare per sei persone».
E può capitare di arrotondare la giornata con «gelato d'artista». «Ho fatto di recente gelati per un fotografo - racconta Albini. Cioccolato con mandorle e uva passa, anguria con pezzi di cioccolato, servivano per una composizione».

Le gelaterie artigiane aprono e chiudono. Le storiche resistono. Come Umberto che nel 1934 ha trasferito laboratorio e gelato da Pozzuoli in piazza V Giornate. E «Pozzi» di Piazza Agrippa, il primo laboratorio artigiano di gelato nato a Milano, nel 1895. «Il consumo di gelato rispecchia il calo dei consumi voluttuari da parte dei cittadini - spiega Marco Accornero, segretario generale dell'Unione Artigiani. I prezzi sono pressoché inalterati ma la pressione fiscale è altissima e il settore soffre». A Milano, secondo una stima di Epam (l'Associazione dei pubblici esercizi), si producono in un anno 15mila tonnellate di gelato artigianale e ogni milanese gusta l'equivalente di 74 coni, per un fatturato finale di circa 245 milioni di euro.

fonte Corriere della sera