Il maltempo e le calamità hanno fortemente ridimensionato le previsioni di un aumento dei raccolti mondiali di prodotti agricoli di base necessari per far fronte alla accresciuta domanda dei paesi emergenti come Cina ed India, provocando un aumento dei prezzi che sono destinati a rimanere alti nei prossimi mesi, anche per effetto della speculazione che si è spostata dai mercati finanziari in crisi a quelli delle materie prime agricole. è quanto è emerso da  un'analisi presentata nel corso dell'incontro tra la delegazione della Coldiretti guidata dal presidente Sergio Marini e quella della National farmers union (Nfu) guidata dal presidente Peter Kendall a Londra con al primo punto dell'ordine del giorno l'andamento dei prezzi dei prodotti agricoli e alimentari in Europa e nel mondo.

Riso, grano, mais e per ultima la soia secondo le analisi di Coldiretti e Nfu hanno toccato nuovi record nelle quotazioni al Chicago Board of trade, che rappresenta il punto di riferimento mondiale per il mercato delle materie prime agricole, spinti dalle informazioni sugli andamenti dei raccolti mondiali. Si tratta di prodotti che rappresentano direttamente o indirettamente la componente prevalente della dieta alimentare delle famiglie europee come ingredienti di pane e pasta, ma anche e soprattutto per l'alimentazione del bestiame per la produzione di latte e carne, i cui costi di allevamento sono destinati ad aumentare ulteriormente.

Se l'Australia è stata colpita dalla peggiore siccità del secolo con inevitabili impatti sulla produzione, in Cina è disastroso il bilancio delle scosse di terremoto che hanno interessato la provincia del Sichuan con danni che, secondo la Fao, ammontano a circa 6 miliardi di dollari per effetto della perdita di circa 350mila tonnellate di grano, 20mila ettari destinati a sementi di riso con il prossimo raccolto che potrebbe calare dal 10 al 50% per il ritardo delle semine, per i rischi di infestazioni di parassiti e per la penuria d'acqua. Le perdite di bestiame sono stimate intorno ai 2 miliardi di dollari con oltre tre milioni di suini morti.

Negli Stati Uniti, dove le alluvioni del MidWest hanno sommerso le coltivazioni di mais dell'Iowa, considerato il granaio degli Stati Uniti, l'Usda, il Dipartimento governativo statunitense dell'Agricoltura, ha annunciato una riduzione del 9% nei terreni coltivati a granoturco. Dagli Usa partono il 60% del mais, un terzo della soia e un quarto del frumento commercializzati a livello mondiale e gli andamenti delle produzioni sono destinati ad influenzare le quotazioni a livello internazionale.

L'Unione europea grazie alla flessibilità introdotta con la riforma della politica agricola comune ha reagito positivamente alla situazione di deficit produttivo internazionale con un aumento dei terreni coltivati a cereali del 6% e con incrementi importanti in Italia dove alla lievitazione della domanda internazionale di grano ha fatto seguito immediatamente una crescita delle semine del 18% per il duro e del 14% per il tenero. Peraltro con l'abolizione dei sostegni alle terre non coltivate ci sarà la possibilità di mettere a coltura fino a quasi 3 milioni di ettari in Europa, dei quali 200mila in Italia per una produzione aggiuntiva di oltre 1 milione di tonnellate di cereali, pari al 15% in più della produzione attuale.


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