«Siamo soddisfatti per il voto praticamente unanime della Commissione Consultiva che permette di attivare una risposta immediata del Governo all'emergenza determinata dal caro gasolio». Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, alla luce della riconsiderazione delle istanze venute dal territorio, annuncia il varo del decreto attuativo sul fermo pesca: «Ho registrato con piacere la piena condivisione del provvedimento da parte delle organizzazioni professionali e sindacali. Mi sono impegnato a costituire sin dal prossimo mese di  settembre  – ha detto il Ministro - una task force che monitori l'andamento del settore in rapporto all'evoluzione del prezzo del gasolio».

Il fermo d'emergenza sarà attuato secondo le seguenti ripartizioni territoriali per trenta giorni consecutivi: i compartimenti marittimi da Trieste a Bari a partire dal 4 agosto, i compartimenti marittimi da Brindisi a Imperia a partire dal 3 settembre, i compartimenti marittimi della Sicilia occidentale e della Sardegna a partire dal 25 agosto, i compartimenti marittimi della Sicilia orientale a partire dal 15 settembre. Le imbarcazioni iscritte nell'isola di Lampedusa, in considerazione della ultraperifericità dell'isola, attueranno il fermo d'emergenza a partire dal 1 ottobre.

Sul provvedimento si è registrata l'unanimità dei rappresentanti delle amministrazioni centrali regionali (salvo le astensioni di Marche e Molise) e delle rappresentanze delle organizzazioni professionali e sindacali del settore (con la sola astensione di Federpesca). C'è quindi stata l'unanimità del consenso dei sindacati e  il voto favorevole di sette organizzazioni professionali su otto.

«Le organizzazioni professionali devono fare squadra – ha sottolineato il Ministro – solo così potremo far sentire la nostra voce in Europa. Saremo sempre più presenti, per ribadire l'importanza del ruolo del comparto italiano in ambito comunitario e favorire in questo modo risposte adeguate al settore».