«Abbiamo scoperto che prodotti spariti un mese fa sono rientrati attraverso le misteriose alchimie del commissario Mandelson: nell'elenco dei prodotti cosiddetti 'tropicali” sono infatti ricomparsi agrumi, riso, patate e pomodori». Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia (nella foto), in vista della sessione ministeriale del Wto che si terrà il 21 luglio a Ginevra. «Il dazio sul riso - ha spiegato il ministro Zaia a Bruxelles in occasione del Consiglio Ue Agricoltura e Pesca - è di 170 euro a tonnellata: con l'inserimento del riso tra i prodotti che il Wto definisce tropicali, l'Italia del nord, tutta la pianura padana e le altre zone di produzione vedranno sparire definitivamente le coltivazioni a riso».
«Non chiuderemo accordi che rappresentano l'anticamera per la fine dell'agricoltura italiana. Il documento che ci è stato proposto è inaccettabile. Noi siamo certi che insieme con altri Stati membri come la Francia e la Spagna usciremo da qui con una posizione forte. Ma temiamo i pasticci di Ginevra”
 «La strategia di quei Paesi che tentano di destabilizzare le agricolture del Mediterraneo – ha detto Zaia - potrebbero infatti puntare a fare del pilastro primario merce di scambio con altri settori».
In questo contesto il ministro ha anche motivato la posizione italiana in margine alla proposta di stanziare fondi europei per alimentare l'uso di ortofrutta nelle scuole. «Noi siamo d'accordo - ha affermato il ministro - a patto però che si tratti di produzioni europee. E' una posizione di principio, è la difesa della dignità delle nostre produzioni. I paesi del nord Europa, che ritengono che con i fondi europei si debbano sostenere prodotti extraeuropei, stanno conducendo una battaglia sbagliata. Noi – ha concluso Zaia - siamo per un'Europa autosufficiente e non dipendente da altri per la produzione agroalimentare. In questa battaglia, il nodo Wto sarà cruciale».

Tutela dei prodotti agricoli italiani, l'obiettivo primario
«Ho il dovere di proteggere e tutelare la competitività e gli interessi dell'agricoltura italiana. Non accetterò che i nostri prodotti siano penalizzati in cambio della riduzione dei dazi sui prodotti industriali. Ieri ho inviato una lettera al ministro Scajola per renderlo pienamente partecipe della questione agricola che va difesa con la massima fermezza e fino in fondo». Questa la posizione del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia in vista della sessione ministeriale del Wto che si terrà il 21 luglio a Ginevra.
Le riunioni di coordinamento che precedono e si svolgono a latere della sessione ministeriale del Wto, l'organizzazione mondiale per il commercio, avranno come tema centrale il capitolo agricolo e quello dei prodotti industriali. Il negoziatore sarà Peter Mandelson, il commissario dell'Unione europea per il commercio. Questi incontri di coordinamento rivestono un'importanza fondamentale perché tracciano e delimitano l'azione del negoziatore, che deve tener conto delle richieste dei diversi paesi.
«Normalmente – ha precisato il ministro – alle sessioni ministeriali è il negoziatore comunitario che esprime il voto a nome dell'Unione europea. Ma occorre ricordare che l'Italia e gli altri Stati membri dell'Ue sono tutti a pieno titolo Membri dell'Organizzazione mondiale del commercio per la quale in particolare l'Italia partecipa al finanziamento con una quota annua di 7,5 milioni di euro. L'Italia, pertanto, è uno dei 152 membri del Wto e ha diritto al voto. Vista la delicatezza del negoziato in corso e la rilevanza degli interessi in gioco, nessuno potrebbe sorprendersi se l'Italia decidesse di esprimere il proprio diritto di voto per negare il consenso ad un eventuale compromesso che non tenesse conto delle richieste italiane. Queste mie riflessioni sulla questione agricola italiana al Wto devono essere considerate con la massima attenzione in quanto se necessario occorrerà utilizzare lo strumento del voto diretto».