Incontro cordialissimo a Bruxelles fra il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia e il collega tedesco Horst Seehofer. I due hanno convenuto che le reciproche relazioni tra Italia e Germania sui prodotti alimentari debbano essere improntate alla massima informazione e trasparenza.
Il tema centrale della bilaterale è stata la vicenda dei formaggi adulterati sui quali la Germania aveva chiesto di inserire, tra le varie del Consiglio, un'informativa da parte italiana.
Ascoltate le ragioni del ministro Zaia, Seehofer ha convenuto come i rispettivi ministeri dovranno comunicare direttamente se e quando ci fossero, dall'una o dall'altra parte, problemi che potrebbero riguardare la salute dei cittadini.
Il ministro Luca Zaia ha spiegato al collega tedesco che né il ministero della Salute – direttamente coinvolto – né il ministero dell'Agricoltura avevano informazioni poiché la Magistratura italiana aveva secretato gli atti dell'inchiesta.
«Siamo assolutamente convinti – ha affermato Zaia – che la salute dei cittadini sia il primo valore a cui qualsiasi Governo debba tenere. E ne siamo tanto convinti che, insieme con il Ministero della Salute, ci costituiremo parte civile nelle eventuali azioni penali contro coloro i quali hanno così vistosamente danneggiato il sistema Italia e la sua politica di difesa delle eccellenze. Dobbiamo difendere i consumatori italiani di tutto il mondo e i produttori seri. Lo ripeto ancora una volta: chi adultera il cibo va trattato come un criminale».

L'antefatto: l'Asl di Cremona rende nota la sua posizione
«La Guardia di Finanza di Cremona ha svolto un lavoro eccellente nell'operazione contro i "banditi della tavola" coinvolti nello scandalo dei formaggi adulterati. Dall'altra parte ci dispiace venire a conoscenza del coinvolgimento della Asl di Cremona». Questo il commento di Silvia Biasotto del Dipartimento Sicurezza Alimentare del Movimento Difesa del Cittadino (Mdc) sulla vicenda dei formaggi adulterati a Cremona. Secondo quanto si apprende - si legge in una nota - il servizio di prevenzione veterinaria della struttura sanitaria sapeva tutto e con ispezioni annunciate e scarsa vigilanza non ha messo fine a questa pericolosa frode alimentare. «è grave venire a scoprire che un organo di controllo abbia permesso tutto ciò, anche perchè una notizia del genere distrugge la fiducia dei consumatori nei confronti delle istituzioni. La Asl di Cremona dovrebbe rendere nota la propria posizione sulla vicenda. Invitiamo anche l'assessore regionale alla sanità ad intervenire per capire e spiegare le dinamiche della frode. Sarà la magistratura comunque a decidere l'eventuale colpa della struttura sanitaria, anche perche' i controlli da parte degli organi preposti ci sono».
Anticipando i dati del prossimo rapporto sulla sicurezza alimentare del Movimento Difesa del Cittadino e di Legambiente, Italia a Tavola 2008, che sarà diffuso il prossimo settembre, sono state oltre 28mila le ispezioni condotte dai Carabinieri per la Salute nel 2007. Di queste 2421 erano nel settore del Latte e derivati. Ogni anno dai Nas all'Ispettorato centrale per il controllo della qualita' dei prodotti agroalimentari, alla Guardia di Finanza svolgono migliaia e migliaia di controlli.

Al vaglio anche grandi marchi del settore
Prosegue in tutta Italia l'inchiesta sui formaggi avariati, scarti nella lavorazione, mozzarelle scadute, che, dagli stabilimenti tornavano sugli scaffali dei supermercati, mescolati al prodotto "buono" dopo essere stati sciolti in una massa informe. Non si ferma infatti l'indagine della Guardia di Finanza di Cremona, che ha coinvolto diversi grande marche accusate di aver venduto i propri scarti, poi riciclati in panetti ormai irriconoscibili, da rimettere sul mercato sciolti nel formaggio.
«La percentuale di formaggio contraffatto - spiega il capitano Agostino Brigante - poteva arrivare fino al 10% del prodotto, ma è quasi impossibile stabilire l'esatta quantità. Però è molto probabile che questi prodotti siano stati venduti nei supermercati e consumati, anche in Germania, Francia e Olanda».
Il punto di riferimento del traffico era Domenico Russo, 46enne proprietario della ditta Tradel di Casalbuttana (Cremona), che acquistava i prodotti avariati e li sconfezionava separandoli dalla plastica, e della Megal di Vicolungo (Novara), che riconfezionava il formaggio in panetti da rivendere alle imprese. Veri e propri centri di riciclaggio, prospetta l'inchiesta, il cui compito era quello di rendere gli scarti irriconoscibili e pronti per essere rimessi sul mercato nascosti nei prodotti di qualita. Coinvolti nel giro da milioni di euro anche tre funzionari del servizio di prevenzione veterinaria della Asl di Cremona, il cui ricorso contro il provvedimento di sospensione è stato respinto dal tribunale del riesame.