In arrivo i finanziamenti per le aree rurali svantaggiate in Emilia Romagna
Raddoppiano, passando da 22,3 a 48 milioni di euro, le risorse in arrivo per le aree rurali svantaggiate (ovvero quelle collinari, di montagna e del delta del Po) dell'Emilia-Romagna. è questa la novità principale prevista dall'Asse 4 del Piano regionale di sviluppo rurale 2007-2013, che prende il posto del precedente programma comunitario Leader +, grazie al quale nel periodo 2000-2006 sono stati realizzati circa 1.000 progetti di partnership pubblico-privato.
Ma le novità in arrivo sono anche altre.
Nel suo intervento al convegno 'Leader - Diamo valore al territorio rurale: strumenti, esperienze e progetti in Emilia-Romagna” svoltosi oggi a Monteveglio (Bo), l'assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni (nella foto a destra) ne ha sottolineate in particolare altre due: almeno il 50% delle risorse in arrivo sarà destinato alle imprese private e vi sarà la possibilità di finanziare, oltre alla comunicazione e al marketing, anche vere e proprie opere e investimenti destinati alle imprese e al territorio. Rabboni si è soffermato in particolar modo sui problemi delle aree rurali montane: dal 2000 al 2005 le aziende agricole presenti in queste zone sono passate da 15mila a 10mila; la superficie agricola si è ridotta al 22% della superficie totale, mentre su un territorio che corrisponde al 25% di quello regionale vive solo il 5% della popolazione, peraltro in progressivo decremento.
«Questi tre dati», ha spiegato l'assessore, «descrivono uno svantaggio in atto che va affrontato in due modi. Intanto occorre tramutare il problema in risorsa. Se, cioè, produrre in montagna rende meno e costa di più, bisogna far riconoscere dal mercato le peculiarità di queste produzioni: la maggior salubrità, il legame con la storia e le tradizioni locali, la tipicità. In secondo luogo bisogna incentivare la multifunzionalità delle aziende agricole montane che, oltre a svolgere il ruolo di custodi del territorio, devono anche differenziare la loro attività puntando sull'ospitalità, l'agricoltura sociale e didattica, la produzione di energie rinnovabili. Valorizzare la risorsa montagna e puntare sulla multifunzionalità aziendale sono gli obiettivi su cui si concentra anche l'attività della Regione», ha concluso Rabboni, «visto che proprio il nuovo Programma di sviluppo rurale ha destinato 390 milioni di euro alla montagna, vale a dire il 40% circa dell'intero plafond finanziario complessivo è destinato al 15% delle imprese agricole attive in regione».
Fonte: Agi
Ma le novità in arrivo sono anche altre.Nel suo intervento al convegno 'Leader - Diamo valore al territorio rurale: strumenti, esperienze e progetti in Emilia-Romagna” svoltosi oggi a Monteveglio (Bo), l'assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni (nella foto a destra) ne ha sottolineate in particolare altre due: almeno il 50% delle risorse in arrivo sarà destinato alle imprese private e vi sarà la possibilità di finanziare, oltre alla comunicazione e al marketing, anche vere e proprie opere e investimenti destinati alle imprese e al territorio. Rabboni si è soffermato in particolar modo sui problemi delle aree rurali montane: dal 2000 al 2005 le aziende agricole presenti in queste zone sono passate da 15mila a 10mila; la superficie agricola si è ridotta al 22% della superficie totale, mentre su un territorio che corrisponde al 25% di quello regionale vive solo il 5% della popolazione, peraltro in progressivo decremento.
«Questi tre dati», ha spiegato l'assessore, «descrivono uno svantaggio in atto che va affrontato in due modi. Intanto occorre tramutare il problema in risorsa. Se, cioè, produrre in montagna rende meno e costa di più, bisogna far riconoscere dal mercato le peculiarità di queste produzioni: la maggior salubrità, il legame con la storia e le tradizioni locali, la tipicità. In secondo luogo bisogna incentivare la multifunzionalità delle aziende agricole montane che, oltre a svolgere il ruolo di custodi del territorio, devono anche differenziare la loro attività puntando sull'ospitalità, l'agricoltura sociale e didattica, la produzione di energie rinnovabili. Valorizzare la risorsa montagna e puntare sulla multifunzionalità aziendale sono gli obiettivi su cui si concentra anche l'attività della Regione», ha concluso Rabboni, «visto che proprio il nuovo Programma di sviluppo rurale ha destinato 390 milioni di euro alla montagna, vale a dire il 40% circa dell'intero plafond finanziario complessivo è destinato al 15% delle imprese agricole attive in regione».
Fonte: Agi

