È ricca la buona tavola berica, un vero patrimonio universale
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Molti conoscono Vicenza come la città del Palladio, specie da quando l'Unesco l'ha inserita nel Patrimonio dell'Umanità insieme alle ville del grande architetto rinascimentale. Ma Vicenza, oltre all'arte, all'oreficeria, ai mobili o al tessile, ha anche un altro motivo di orgoglio: la buona tavola. Se la bandiera gastronomica della provincia è da sempre il baccalà alla vicentina, un piatto d'antica storia richiesto tutto l'anno, molte sono in effetti le specialità emblematiche del territorio.
La stagione inizia con l'asparago bianco di Bassano Dop, una primizia da grand gourmet, più unica che rara. Poi è la volta delle ciliegie di Marostica Igp, 'regine” dei colli vicentini, alle quali è dedicata una lunga carrellata di eventi, che si protrae fino al 15 giugno.
Salendo in montagna, sull'Altopiano dei Sette Comuni, ecco la patria dell'Asiago Dop, formaggio conosciuto in tutto il mondo che ora sta conoscendo nuovi e raffinati estimatori anche grazie all'Asiago di montagna stagionato in Malga. Fra i freschi vince sempre il Pressato, mentre fra gli stagionati si segnala l'Allevo. E dal formaggio si può passare alla Sopressa Vicentina Dop, un salume da primato realizzato con i tagli più nobili del maiale.
Il Vicentino è anche l'habitat ideale per la patata, introdotta qui a fine ‘700. Due le qualità coltivate: quella di montagna, dalla buccia violacea o nera, di sapore delicato, e quella di pianura o 'patata dorata dei terreni rossi del Guà”, dalla buccia giallo dorato e di sapore particolarmente gradevole. Alcuni produttori, al fine di valorizzare ulteriormente il prodotto, hanno ottenuto la certificazione del Consorzio Sapori del Palladio, che ne garantisce l'origine. A chiudere la stagione è il radicchio rosso prodotto ad Asigliano, un ortaggio che si è meritato l'epiteto di 'fiore d'inverno”, per la sua rara bellezza. Lo si può gustare in mille modi, dalle insalate creative ai risotti, dalle paste ripiene ai contorni, con quel leggero tocco d'amaro che dà carattere ad ogni piatto.
m.p.
6 doc di qualità fra bianchi, rossi e passiti
Alla grande ricchezza gastronomica fa eco una produzione vinicola di qualità che vanta ben sei Doc: Vicenza, Breganze, Colli Berici, Gambellara, Arcole e Vini Lessini (quest'ultimi condivisi con Verona), e che si fregia di due passiti d'eccezione come il Recioto e il Torcolato, ai vertici della qualità in Italia. Di fronte a tanta varietà, in alto i calici! Ce n'è davvero per tutti i gusti: dal bianco Gambellara al Tai rosso, da uve pressoché uniche; dal Sauvignon al Cabernet, ai citati passiti. Le cantine di Vicenza possono davvero costituire occasioni uniche da non perdere.
E per il dopo pasto grappe da primato
Con tanta ricchezza in tavola serve un bicchiere della staffa che a Vicenza significa esclusivamente la grappa. La provincia è del resto uno dei santuari della distillazione italiana, con aziende storiche note in tutto il mondo. L'epicentro della produzione è Bassano, ma ci sono alambicchi in attività un po' dappertutto. Insomma, chi mangia a Vicenza, campa cent'anni!

