World wine web in crescita, ma è tutto oro quel che luccica?
In notevole ritardo rispetto a quasi tutti gli altri settori, il mondo del vino italiano comincia a comprendere l'immenso potenziale offerto dal web. Solo il 5% delle cantine italiane però pratica strategie di e-commerce. Si tratta di un dato basso, ma dal 2006 a oggi il numero è più che raddoppiato. Le potenzialità rappresentate dell'e-commerce sono enormi. Secondo il rapporto della School of Management del Politecnico di Milano e di Netcom (il consorzio del commercio elettronico italiano) nel 2007 il giro di affari complessivo è stato di 5,3 miliardi di euro, con una crescita del 30% sul 2006. I dati di AcNielsen sugli investimenti pubblicitari confermano la tendenza: tra gennaio e agosto 2007, la pubblicità su Internet è cresciuta del 42%.
Si tratta di un fenomeno che sta cambiando radicalmente le modalità di gestione delle campagne promozionali anche da parte dei pianificatori tradizionali. Ma non è tutto oro quel che luccica. Il web crea e consolida, ma il web ha anche il potere di distruggere la reputazione di un brand con il semplice passaparola attraverso blog, newsletter, video o semplici e-mail. Per un'azienda, si sa, la reputazione è bene più sicuro del denaro. Come un fiume, è in grado di trascinare consenso, ma come un fiume in piena può mettere a rischio ciò che si è costruito negli anni. Ai tempi di Dante aveva il 'color dell'erba”, oggi, la reputazione
ha il colore della rete, ma può far diventare verde di rabbia chiunque abbia sottovalutato il potere di opinione del popolo della rete. «Attualmente esistono circa 30 miliardi di pagine nel web - ci fa notare Andrea Barchiesi (nella foto), socio fondatore ed esperto di Web 2.0 di ActValue - e l'intercettazione dei giudizi presenti sulla rete costituisce un'attività indispensabile per la tutela della credibilità di un'azienda». è vero che accanto ai reputation manager esistono anche i reputation cleaner, ma sciacquare i panni nel web può essere un'impresa impari. Per aiutare a tenere sotto controllo la propria 'awareness”, ActValue (www.actvalue.com) ha messo a punto un 'cruscotto” che si chiama proprio 'Reputation Manager”. Si tratta di un software avanzato di ricerca automatica delle informazioni che, grazie all'interazione fra keyword e analisi semantica, permetterà alla Comunicazione e al Marketing di sondare il World wide web e valutarne l'impatto sull'immagine aziendale.
Non solo. è lo strumento con cui le aziende potranno finalmente misurare l'efficacia dei propri investimenti. In questo modo, le community e i creatori di contenuti capaci di creare influenza saranno destinati, nei prossimi cinque anni, a diventare parte integrante del processo di image building aziendale con buona pace dei media center tradizionali e delle agenzie (Adv e Pr) che, dal canto loro, dovranno modificare o abbandonare vecchie logiche e pratiche.
Giuseppe Mariggiò

