Fare il manager è un'arte o una scienza? A questa domanda anche un esperto di strategia come Tom Peters avrebbe qualche difficoltà a dare una risposta definitiva. Non solo. Una volta, il fallimento era segno di rovina, oggi, di coraggio: segno dei tempi che cambiano. Aveva ragione John Maynard Keynes: «Non è tanto difficile adottare idee nuove quanto uscire dalle vecchie». Intere generazioni di manager hanno letteralmente cambiato pelle. Soprattutto nel settore Ict. Alcuni, la pelle, l'hanno lasciata sulla scrivania in pegno per un passaggio nell'aldilà.

 Altri, l'hanno venduta a caro prezzo. Lo scenario può scoraggiare i poveri di spirito e di fantasia. Mio nonno diceva sempre: «Impara l'arte e mettila da parte». In altre parole, meglio coltivare le proprie passioni per tirarle fuori dal cassetto al momento opportuno. Nella vita non si può mai dire. Ma si può passare dall'alta finanza allo yoga senza pentimenti?

è successo a Francesca Folonarin (nella foto), figlia di Ambrogio, noto imprenditore vinicolo nel Chianti. La ragazza, oggi sulla quarantina, nei primi anni Novanta, ha esordito come business woman: master in economia alla Columbia University, corporate finance all'Imi. Dopo essersi occupata di finanza anche a Francoforte e nella city di Londra, qualcosa però è cambiato. Ha aperto così un centro a Firenze (www.yogaincentro.it) che si rifà agli insegnamenti del maestro indiano Swami Sivananda: esercizio fisico, respirazione, rilassamento, dieta vegetariana, pensiero positivo e meditazione.