Mais sempre più caro: diminuisce il raccolto negli Usa
Sono destinati a salire ulteriormente i costi di produzione di latte e carne negli allevamenti per effetto dell'aumento del mais destinato all'alimentazione animale dopo che l'Usda, il dipartimento governativo statunitense dell'Agricoltura, ha annunciato una riduzione del 9 per cento nei terreni coltivati a granoturco negli Usa anche per effetto dell'alluvione del Mid west. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati relativi all'inflazione nel mese di giugno divulgati in Italia dall'Istat.
Dagli Stati Uniti - precisa la Coldiretti - partono il 60 per cento del mais, un terzo della soia e un quarto del frumento commercializzati a livello mondiale e gli andamenti delle produzioni sono destinati ad influenzare le quotazioni a livello internazionale dove ad indicare è anche il bilancio del terremoto in Cina con la perdita in agricoltura di 6 miliardi di dollari: 350.000 tonnellate di grano, serre distrutte, campi da riso danneggiati fino al 70 per cento e oltre 3 milioni di maiali uccisi. La maggiore vulnerabilità delle coltivazioni ai cambiamenti climatici, l'aumento del benessere in economie emergenti come la Cina e l'India e la crescita della popolazione si traduce - sostiene la Coldiretti - in una maggiore richiesta di sicurezza alimentare dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Una situazione che richiede un cambiamento delle gerarchie all'interno dell'economia e un ruolo piu' centrale da svolgere per l'agricoltura che - sottolinea la Coldiretti - ha bisogno di politiche forti per garantire la disponibilità di cibo ad una crescente popolazione mondiale. Occorre - conclude la Coldiretti - investire nella produzione agricola per dare stabilità ai mercati e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti nelle diverse realtà del pianeta, dove le politiche di mercato devono valorizzare prima di tutto le produzioni locali per essere meno dipendenti dalle esportazioni.
Dagli Stati Uniti - precisa la Coldiretti - partono il 60 per cento del mais, un terzo della soia e un quarto del frumento commercializzati a livello mondiale e gli andamenti delle produzioni sono destinati ad influenzare le quotazioni a livello internazionale dove ad indicare è anche il bilancio del terremoto in Cina con la perdita in agricoltura di 6 miliardi di dollari: 350.000 tonnellate di grano, serre distrutte, campi da riso danneggiati fino al 70 per cento e oltre 3 milioni di maiali uccisi. La maggiore vulnerabilità delle coltivazioni ai cambiamenti climatici, l'aumento del benessere in economie emergenti come la Cina e l'India e la crescita della popolazione si traduce - sostiene la Coldiretti - in una maggiore richiesta di sicurezza alimentare dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Una situazione che richiede un cambiamento delle gerarchie all'interno dell'economia e un ruolo piu' centrale da svolgere per l'agricoltura che - sottolinea la Coldiretti - ha bisogno di politiche forti per garantire la disponibilità di cibo ad una crescente popolazione mondiale. Occorre - conclude la Coldiretti - investire nella produzione agricola per dare stabilità ai mercati e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti nelle diverse realtà del pianeta, dove le politiche di mercato devono valorizzare prima di tutto le produzioni locali per essere meno dipendenti dalle esportazioni.

