Fiera Milano rafforza le proprie attività editoriali con l'acquisizione delle testate Mixer, Beverage & Grocery, Night Life e i contratti per la gestione editoriale di Gbi (Grossisti bevande Italia) e di alcuni importanti "House Organ" rivolti al trade Horeca del Gruppo E.S. Una notizia che fa riflettere su quanto la stampa specializzata di settore (di cui "Italia a tavola" fa parte) stia perdendo progressivamente la sua indipendenza, concentrandosi in grossi gruppi editoriali - basti pensare alle numerosi pubblicazioni del settore recentemente acquisite da Il Sole 24Ore (Confindustria).

 L'acquisizione risulta in particolar modo funzionale a due importanti manifestazioni organizzate dal Gruppo Fiera Milano: Host, leader internazionale nel comparto dell'ospitalita' professionale, e Tuttofood, nell'agroalimentare.
«Quest'ultimo settore - fanno sapere dallo staff del gruppo - assume, inoltre, particolare rilevanza alla luce dell'Expo 2015 che ha come tema portante la nutrizione nel pianeta». L'operazione avverrà attraverso l'acquisizione totalitaria di una "newco" che diverrà titolare dei rami di azienda relativi alle attività editoriali. Si prevede che l'operazione possa essere finalizzata entro la prima metà del prossimo mese di luglio.
Claudio Artusi, amministratore delegato di Fiera Milano, riassume la soddisfazione per il buon esito dell'operazione: «Siamo molto soddisfatti di aver chiuso un'operazione che ha una duplice valenza. Si inserisce armonicamente nella prospettiva dell'Expo 2015 dedicato all'alimentazione, rafforzando Fiera Milano nel comparto agroalimentare. Inoltre dà puntuale attuazione a uno degli impegni presi con il mercato lo scorso anno, quando presentammo il Piano industriale 2007-2011: e cioè che la crescita nell'editoria tecnica sarebbe stata per Fiera Milano un obiettivo prioritario nella strategia di sviluppo a medio termine». «L'acquisizione delle testate del Gruppo E.S. rappresenta un importante passo avanti in questa direzione e fa seguito all'acquisizione nel 2007 di un gruppo di pubblicazioni specializzate nella meccanica, microelettronica e fluidotecnica. In entrambi i casi - sottolinea Artusi - c'è una precisa logica, che guiderà anche altre eventuali future iniziative: noi entriamo come editori in settori in cui siamo già presenti con importanti manifestazioni B2B, perchè riteniamo che tra la comunicazione di mostra e quella sui media specializzati esista, e si possa valorizzare, un circuito virtuoso in grado di avvantaggiare entrambe le componenti. Ciò va del resto in una direzione in cui crediamo fermamente: che le moderne fiere non siano più solo vetrine di prodotti, tecnologie e know how, ma sempre più piattaforme integrate di comunicazione business, piattaforme articolate su molteplici elementi tra i quali figura sicuramente l'editoria specializzata».