Con Famiglia Cristiana l'Enciclopedia del Mangiar sano, 8 libri con antiche ricette
Famiglia Cristiana presenta "Enciclopedia del Mangiar Sano. Ricette segrete di abbazie e monasteri", raccolta di 8 volumi riccamente illustrati con le antiche ricette di una tradizione bimillenaria di una cucina rinomata per genuinità e proprietà benefiche. Naturale. Sobria. Buona. Ma soprattutto capace, a suo modo, di dire l'incidibile, perché – a certe condizioni – è uno dei modi possibili per rendere evidente l'amore verso Dio, il prossimo, il creato.
Enzo Bianchi, fondatore e priore della Comunità monastica di Bose (Biella) sintetizza così l'originalità della cucina dei conventi. «C'è comunque una certa differenza tra l'Oriente e l'Occidente. Nell'Oriente, infatti, a partire soprattutto dalle regole di san Basilio, l'attenzione al mangiare è essenzialmente di carattere ascetico. Si valorizzano le cose genuine, c'è uno spirito positivo verso i beni della creazione, dunque i cibi sono fonte di benedizione. In
Occidente è stato in particolar modo il monachesimo benedettino ad avere grandi meriti al riguardo. In primo luogo, precisa, si è preso cura delle materie prime. Non dimentichiamo i campi coltivati, le paludi bonificate, le granaglie e i semi selezionati con cura che, unitamente alla preghiera personale e comunitaria, hanno tradotto in pratica l'ora et labora».
«Nella tradizione monastica occidentale detta legge una regola di san Benedetto: de mensura cibi, ovvero della misura del cibo. Il cibo, in altre parole, deve essere ben confezionato, ben presentato, trattato con il profondo rispetto che richiedono i beni di Dio. Tutto, insomma, deve 'dire” la bellezza e la bontà generate dalla semplicità e dalla misura, non dall'abbondanza o dallo sfarzo».
"Ricette segrete di abbazie e monasteri" fornirà così consigli sin qui introvabili della grande tradizione gastronomica e della produzione genuina artigianale custoditi nei secoli dai grandi luoghi dello spirito, depositari anche di un patrimonio gastronomico spesso sconosciuto al di fuori degli ambiti più strettamente religiosi.
Il primo volume della serie spiegherà "La cucina di abbazie e monasteri" e sarà in edicola l'8 maggio; seguiranno: il 15 maggio "L'orto di abbazie e monasteri", il 22 maggio "La cantina di abbazie e monasteri". Poi il 29 maggio "La cucina dei pellegrini" che, oltre a presentare divagazioni storico-culturali sui principali cammini e vie della fede, offre ricette rigorosamente tratte dalle tradizioni formatesi lungo la via francigena, o intorno ai grandi santuari internazionali. Scopriamo così una cucina curiosa, dai confini multietnici, sempre gustosa e a tratti sorprendente.
Poi, il 29 maggio, "La cucina dei santi", dove la devozione e la festa assumono una forma davvero particolare: piatti e preparazioni "devozionali", sia salate e soprattutto dolci, titolate ai santi. Il 5 giugno "La cucina dei Papi", che si mescola alla cucina delle corti medievali e rinascimentali (ma non solo) dando vita a una gastronomia che fa grande uso di spezie e aromi e che intende anche stupire. Il 12 giugno "La cucina povera", spesso soltanto nelle dosi e magari nel numero di ingredienti impiegati ma mai nel gusto, nella creatività, nella fantasia . Ultimo volume, il 19 giugno "Le tisane e gli infusi", che recuperano i segreti e le esperienze millenarie dei monasteri basate su una profonda conoscenza della natura.
Ogni libro, offerto a 7 euro in più oltre il prezzo della rivista (euro 1,95) e realizzato in collaborazione con Food Editore, presenta ricette illustrate e descritte passo passo, tutte originali e sperimentate nella cucina di redazione, oltre ad approfondimenti tematici, consigli per la salute, aneddoti e curiosità. In ogni volume è presente un'appendice dedicata all'ospitalità monastica, con tutte le indicazioni per assaggiare i piatti presentati all'interno. Il packaging pregiato, con copertina in cartonato e rilegatura cucita, fa di ogni volume, di 130 pagine, un vero e proprio "collezionabile".
"Credo che la gente apprezzi la grande tradizione conservata nei monasteri a garanzia della genuinità dei cibi", afferma don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. "L'attenzione e l'amore che mettiamo nel preparare i cibi è spesso tutt'uno con l'amore che abbiamo per la famiglia. Mangiare insieme intorno al tavolo di casa è un gesto di condivisione, da valorizzare". "La miglior zuppa di ceci l'ho mangiata in un monastero copto nel deserto egiziano, ma ho gustato pietanze tanto prelibate quanto semplici anche in monasteri ortodossi in Siria o in conventi cattolici francesi", conclude Enzo Bianchi, "ma a casa mia mamma metteva sempre in tavola una pagnotta, una bottiglia di vino, l'oliera e il salino coperti da un panno su cui aveva ricamato a punto e croce la scritta 'Il pane, l'olio e il vino ci trasmettono vita e sapienza". Una sapienza da riscoprire.

