Il prezzo del grano non offre alibi per ulteriori aumenti del pane che dovrebbe al contrario diminuire tenuto conto che le quotazioni del grano sono le stesse di inizio anno. è quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati del Chicago Board of Trade, che rappresenta il punto di riferimento nel commercio internazionale delle materie prime agricole. Peraltro il prezzo del pane aumenta del 1.066% nel passaggio dal campo alla tavola, come si evidenzia dal servizio sms  consumatori dell'Ismea secondo il quale dal grano al pane il costo si moltiplica per 11 (da 0,24 euro al chilo a 2,80 euro al chilo).

Inoltre mentre il prezzo del grano è fissato a livello internazionale quello del pane raddoppia tra Napoli (1,92 euro/chilo) e Milano (3,60 euro/chilo) mostrando un forte variabilità nelle diverse città con valori che variano tra i 3,47 euro al chilo a Bologna, 2,60 euro al chilo a Palermo, 2,45 a Torino, 2,28 a Roma e 2,37 a Bari. Una evidente dimostrazione che il contenimento dei prezzi dei prodotti alimentari a vantaggio dei consumatori non si affronta riducendo quello dei prodotti agricoli che riesce a malapena a coprire i costi di produzione ma eliminando le diseconomie nel percorso dei prodotti dal campo alla tavola che nel caso del pane hanno provocato un calo record dei consumi a tavola (-5,5%), secondo i dati Ismea Ac Nielsen relativi al primo trimestre 2008.

Prezzi medi del pane nelle diverse città (euro/kg):
Milano    3,60
Bologna  3,47
Roma     2,28
Napoli    1,92
Palermo  2,60

Dalla stalla alla tavola i prezzi del latte si moltiplicano del 300%
Il prezzo del latte aumenta a Napoli di circa il 300% nel percorso dalla stalla alla tavola dove arriva con valori che sono tra i più alti in Italia è quanto afferma la Coldiretti nel commentare la segnaazione del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola al presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) Antonio Catricalà sulla presenza di «anomalie e difformità dei livelli di prezzo del latte fresco nella città di Napoli», che è «mediamente superiore del 7% rispetto ai valori massimi e del 15% rispetto ai valori medi registrati nelle altre città». Se a Napoli il latte fresco intero viene venduto fino a un prezzo di 1,9 euro/litro con una media di 1,64 euro/litro, a Roma si acquista in media a 1,58, a Milano a 1,57, a Bari a 1,50, a Palermo a 1,45 e a Firenze a 1,37, secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio prezzi del governo.

La moltiplicazione dei prezzi dall'allevamento (dove viene pagato attorno ai 45 centesimi) al consumo sta mettendo a rischio il futuro delle stalle e gli stessi acquisti di latte fresco. Negli ultimi vent'anni sono scomparsi i tre quarti degli allevamenti italiani che si sono ridotti da oltre 180mila a poco più dei 45mila attualmente in attività, con circa 1,8 milioni di mucche che garantiscono una produzione di latte di 10 miliardi di chili ad alta qualità e costi competitivi. Secondo la Coldiretti nell'insostenibile forbice tra prezzi alla produzione e al consumo c'è sufficiente margine per garantire un'adeguata remunerazione agli allevatori e per non aggravare i bilanci delle famiglie. Nonostante i forti aumenti di costi per mangimi ed energia, gli allevatori italiani sono pronti a bloccare il prezzo di vendita del latte alla stalla ai livelli attuali per contenere con responsabilità la spirale inflattiva se un analogo impegno sarà assunto anche da industria e distribuzione.

Prezzo del latte fresco al consumo (euro/litro):
Milano     1,57
Bologna   1,51
Firenze    1,37
Roma      1,58
Napoli     1,64
Bari        1,50
Palermo  1,45

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Osservatorio prezzi ad aprile 2008