Ad Alghero in tavola fra la terra e il mare

Ricca come poche città di cultura e storia (e minoranza catalana legata al mito della patria occitana), Alghero spicca come una perla (anzi come un corallo vista la tradizione di pesca e lavorazione da quelle parti) su uno dei mari più belli e incontaminati del Mediterraneo. Situata in un'ampia e bellissima rada della costa occidentale della Sardegna - con ai lati due gioielli naturalistici come la zona di Capo Caccia e Porto Conte a nord (con le grote di Nettuno, fra le più interessanti d'Europa), e la scogliera dei Grifoni che arriva fino a Bosa, a sud - la città si presenta da sempre come la meta più ambita e accogliente di un turismo che, a seconda delle stagioni, è di massa (per quello che può valere il termine nell'isola) o decisamente raffinato.
L'incontro fra il mare e la terra garantisce esaltanti scoperte di paesaggi ogni volta diversi lungo i suoi 75 chilometri di costa: soffici arenili, promontori a picco sul mare, coste scoscese, favolose grotte marine. Reperti archeologi e natura incontaminata all'interno. Un ambiente unico in cui ognuno può trovare la soluzione migliore: da chi ama poltrire al sole a chi preferisce invece le avventure del mare o delle passeggiate, magari fra i vigneti di Vermentino di Santa Maria La Palma. Un territorio che garantisce anche una delle più ricche offerte gastronomiche del Mediterraneo.
L'agnello e il porcetto si sposano con l'aragosta, a un tempo simbolo di questo mare e più ricercata portata del menu. La ristorazione e l'ospitalità è così cresciuta nel tempo, garantendo tutto l'anno servizio di alto livello. Pensiamo a ristoranti come 'da Bruno” a Fertilia (dove Bruno Meloni è specializzato in menu di terra), o come 'La Speranza” sulla litoranea Alghero-Bosa (dove Tonino Demarchis, nella foto accanto, è uno dei re dell'aragosta e dell'astice), o ad hotel di alto livello come il rinnovato 'Carlos V” (5 stelle fronte mare in città, gestito da Domenico Giorico), Una realtà che ben giustifica il crescente flusso turistico garantito tutto l'anno dai potenziati collegamenti aerei con alcuni dei principali aeroporti italiani grazie alle nuove tratte attivate recentemente da compagnie del calibro di Ryanair.
(foto Silvio Sandonini)
a.l.
Santa maria la palma: la nobiltà è nel vino
La nobiltà è nel vino. Così si legge in una brochure della Cantina Santa Maria La Palma, una delle più importanti realtà enologiche della Sardegna con oltre 3 milioni e mezzo di bottiglie. E definizione non potrebbe essere più azzeccata per una cooperativa che, nata nel ‘59 per dare una prospettiva alle aziende agricole nate nella piana fra Alghero e Porto Conte dopo le bonifiche fasciste, negli anni ha conquistato primati per qualità nell'isola e in tutta Italia. Da sempre simbolo del Vermentino con etichette storica come Aragosta o Papiri, alla cantina fanno oggi capo 700 ettari di 326 soci dove sono allevati vitigni autoctoni per vini come il ricordato bianco, il Cagnulari (una vera perla) o il Cannonau, a fianco di altre varietà che esprimono prodotti di assoluto interesse quali Chardonnay o Sauvignon.
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