Il primo punto dell'agenda del nuovo ministro delle Politiche agricole Luca Zaia saranno le quote latte. «Ho una bella partita da subito, cioè 150 milioni di euro di multe di quote latte applicate all'Italia assieme a Germania e Polonia» ha affermato il neoministro.
«Andremo a capire cosa si può fare, ma sicuramente non vado a celebrare funerali di aziende agricole». Zaia ha precisato che «in questo l'Italia è stata mal difesa, a partire dalla fine anni '70. Ci siamo portati a casa, allora, una quota nazionale di latte in un momento i cui il Paese ne consumava il doppio. Oggi perciò una confezione su due che si acquista in Italia contiene latte non italiano».
«è un peccato originale, ha concluso, che scontiamo da 40 anni e il solo Veneto, ad esempio, paga 34 milioni di euro l'anno di multe per quote latte, distribuite fra 312 aziende agricole».

 

La soddisfazione dell'Agci Agrital
«Siamo assolutamente soddisfatti sulla priorità annunciata dal ministro Zaia sulle quote latte. Da oltre tre anni la nostra Organizzazione si batte per una rivisitazione completa del regime di attribuzione delle quote. Dopo una fase di isolamento iniziale, il fronte di chi si rendeva conto che qualcosa non andava si è allargato e la crisi che ha investito sempre più il settore ci ha, purtroppo, dato ragione contraddicendo quanti sostenevano l'intoccabilità del sistema». è quanto dichiarato da Giampaolo Buonfiglio, presidente di Agci Agrital.

 «Ora - prosegue Buonfiglio - ci auguriamo che il confronto venga riaperto senza tabù e che, anche in materia di pagamento delle multe pregresse, si possa andare verso un sistema di rateizzazione più sostenibile, escludendo ovviamente quanti tenteranno di fare i furbi, ma preoccupandoci finalmente di non far chiudere altre stalle togliendo futuro al comparto e prospettive di lavoro a tanti giovani. Anche a livello unitario con le altre Associazioni cooperative è stata affermata la necessità di una attribuzione delle quote che tenga conto delle produzioni effettivamente realizzate dagli Stati membri e collegate ai livelli di approvvigionamento interno. In questo senso, il recente aumento paritario del 2% è stato un primo passo che ci tiene ancora lontano dalla soluzione del problema, che dipenderà anche dalla reale possibilità di praticare una compensazione a livello comunitario».
«Infine - ha concluso Buonfiglio - occorrerà individuare meccanismi coerenti in grado di assicurare, dopo il 2015, un governo dell'offerta che non crei squilibri nel mercato, ma senza arroccamenti su un sistema di quote che ha pesantemente penalizzato il nostro Paese e che non è stato scevro da fenomeni speculativi, un sistema su cui anche Bruxelles ha fatto marcia indietro. Su questa strada il Ministro Zaia potrà contare sul nostro pieno sostegno».

Fonte: Agi