Il Governo è dunque fatto. Con tanto di ministri, sottosegretari e persino (per la prima volta in Italia) col 'Governo ombra”. Il tutto in poche ore e pochi giorni e, anche se non sono mancate polemiche interne e veti nella maggioranza (ma anche nell'opposizione), tutto sembra fare ben sperare. Non volendo certo rovinare questo positivo avvio di una nuova fase politica da cui tutti si attendono novità importanti, ci limitiamo a ricordare al nuovo esecutivo come fra le priorità dei cosiddetti primi 100 giorni non potrà non esserci un'attenzione particolare al mondo dell'agroalimentare e dell'ospitalità.
Gli italiani sono certamente stufi dei clandestini e della criminalità incontrollata, dei rifiuti o delle tasse. Su tutto ciò non ci piove. Ma gli stessi cittadini sono anche preoccupati per la loro salute ogni giorno messa a rischio da truffatori e delinquenti che per profitto barano al gioco e, oltre a lucrare, mettono in commercio prodotti pericolosi. Certo è grave che il Brunello sia taroccato, ma ugualmente lo è che non ci si possa fidare di vino, olio o surgelati, solo per citare degli esempi. E ciò, oltre a mettere a rischio la salute, crea danni incalcolabili al sistema economico mettendo in difficoltà le imprese di produzione o la ristorazione.
è tempo che dallo Stato giunga una risposta ferma ed esemplare. Chi ha truffato deve pagare e i controlli devono essere la regola per garantire i consumatori e gli imprenditori seri. Solo pensando a un nuovo patto di tutta la filiera agroalimentare sarà possibile pensare di recuperare un'immagine al 'made in Italy a tavola” caduto nel fango e ridare ossigeno a esportazioni e turismo.
E che non si tratti solo di operazioni d'immagine lo dimostra il serio pericolo di un crollo totale del Brunello: dopo le truffe di aziende del calibro di Argiano, Frescobaldi, Antinori e Banfi le autorità statunitensi hanno infatti chiesto formalmente chiarezza al Governo, in caso contrario saranno bloccate tutte le esportazioni di Brunello, anche quelle delle aziende 'sane” (che poi sono la maggioranza). Un motivo più che sufficiente per far cadere qualche testa illustre, ma anche per salvare il vino italiano.
Ma tutto ciò deve avvenire in poco tempo. Compromessi e mediazioni su questo terreno non sono in alcun modo possibili. Per quanto ci riguarda, come testata di riferimento della ristorazione italiana saremo a fianco del Governo per sostenerlo o criticarlo, pungolarlo o apprezzarne l'operato. Certo non staremo in silenzio.

Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net