Radiazione e isolamento per sofisticatori e truffatori
Non sembra dover finire la stagione degli scandali che da settimane colpisce l'agroalimentare italiano. Se per la vicenda mozzarelle le cose si stanno avviando alla normalità (dopo che, per strumentalizzazioni e pressapochismo dei politici, i produttori campani hanno pagato un prezzo d'immagine altissimo e ingiustificato, stando almeno ai test ministeriali...), tutt'altro che chiuse sono invece le partite che riguardano Brunellopoli e Velenitaly, mentre nuovi fronti si sono aperti con l'olio extravergine sofisticato in Puglia, quello di girasole contaminato proveniente dall'Ucraina e i sirgelati scaduti venduti come nuovi in Lombardia e Piemonte. é vero che le istituzioni sono state di fatto in stand by in attesa delle elezioni prima e del nuovo Governo poi, ma è altrettanto vero che in situazioni di emergenza come queste non si può aspettare e qualcuno avrebbe potuto fare di più e meglio.
Né hanno fatto meglio i magistrati che conducono con forse troppa lentezza queste indagini. E d'altra parte in situazioni come queste non possono certo bastare le generiche dichiarazioni di qualche ormai ex ministro per il quale non ci sarebbero stati pericoli per la salute.
La drastica pulizia nel settore che da tempo invochiamo è quindi ancora di là da venire. E a questo punto non possiamo che contare sui primissimi atti del nuovo ministro delle Politiche agrarie a cui toccherà una bella gatta da pelare. Se, come risulta al momento di andare in stampa, questo compito spetterà al veneto Luca Zaia, un po' di ottimismo ci potrebbe essere. Oltre che esperto del settore come assessore provinciale e regionale, il politico leghista è un decisionista di lungo corso che, anche recentemente, è stato fra i pochi a cui va dato merito di avere richiesto da subito una pulizia generale per salvaguardare gli imprenditori onesti dell'agroalimentare, proponendo anche la radiazione a vita per i sofisticatori.
Avendo già espresso il nostro plauso per quelle parole (che nulla hanno a che vedere con valutazioni di tipo politico) ci auguriamo che il prossimo ministro segua quelle indicazioni. Per parte nostra, quale testata maggiormente diffusa in Italia nel mondo della ristorazione professionale (e perciò in stretto contatto con chi ha interesse a disporre della più alta qualità delle materie prime alimentari) gli assicuriamo fin d'ora il pieno sostegno per qualunque iniziativa tesa a valorizzazione tutta la filiera dell'enogastronomia italiana, perno oggi del turismo e al tempo stesso elemento fondamentale delle nostre esportazioni. Per raggiungere questo traguardo dovranno però esserci regole certe e rispettate.
E dovranno cambiare un po' di personaggi fra coloro che, nelle istituzioni o nei consorzi, pur sapendo, hanno taciuto. E qui il ruolo del ministro sarà fondamentale: là dove non arriveranno dimissioni o autosospensioni basta 'isolare” gli imprenditori che hanno barato.
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net


