Gli spumanti secondo Veronelli si raccontano nella 2a edizione della guida

La seconda edizione de 'Gli Spumanti d'Italia” di Veronelli Editore si riconferma ancora una guida non guida. Non essendo lo spumante considerato pienamente un vino, essendo un prodotto che si consuma soprattutto nei giorni di festa e di celebrazioni, non è facile affrontarlo come protagonista in una guida tecnica.
Ci vogliono pazienza e tenacia. Doti che sembrano non macare al curatore della guida Nichi Stefi e ai degustatori (Andrea Alpi, Luigi Bortolotti, Antonio Paolini, Roger Sesto, Michèle Shah). Prevalente continua ad essere il carattere d'informazione della guida, reiterata la volontà di spostare l'attenzione sullo spumante anche nei periodi dell'anno non consacrati; urgente la necessità di ammodernamento della normativa in vigore che impedisce allo spumante di essere davvero spumante. Costante l'impegno a rispondere agli interrogativi e ai bisogni del consumatore, così da aiutarlo ad acquisire una capacità di acquisto e di consumo critica.
Sono due le parte fondamentali: la prima che comprende l'introduzione, la storia, le tipologie, le zone di produzione, i metodi di spumantizzazione e la legislazione; la seconda propone l'elenco delle aziende (circa il 10% in più rispetto alla prima edizione) e la descrizione dei loro vini (anche questi aumentati del circa 10%).
Degno di nota il fatto che tutti i giudizi riportati siano firmati perché l'assunzione di responsabilità è il primo segno di serietà. L'obiettivo è far comprendere che lo spumante non è più solo il vino della festa e della seduzione, che accompagna perfettamente un pasto o uno spuntino, che è molto più facilmente abbinabile dei vini fermi. E poi ci sono i voti degli esperti, le indicazioni del pubblico tramite un sondaggio effettuato sul sito della Veronelli Editore, utili indici e, novità importante, le cartine per l'individuazione geografica delle zone di produzione e delle aziende. Nell'edizione 2008-2009 sono stati degustati 1.512, recensiti 656 vini per un totale di 282 aziende inserite.
Bollicine record 2007: si punta a 350 milioni di bottiglie
Con 300 milioni di bottiglie spedite, il 2007 diventa il 2°anno di tutti i tempi per la spumantistica italiana in termini di quantità. In più fa registrare anche il primo record nazionale con il traguardo di 140 milioni di bottiglie riservato a una sola tipologia, il Prosecco Spumante fra doc e non-Doc diventato così al mondo il 4° marchio in assoluto dopo Sekt per la Germania, Champagne per la Francia, Cava per la Spagna. Ma anche l'Asti Docg nel 2007 ha ripreso a correre, soprattutto sul mercato interno con 19 milioni di bottiglie,oltre ai 60 milioni destinati all'estero. In totale il mercato mondiale di bollicine italiane ottenute con il metodo Charmat sfiora le 277 milioni di bottiglie, cui sommare i 22,5 milioni di metodo Classico, per il 95% destinato al solo mercato interno.
Al primo posto il vino Franciacorta con 8,3 milioni di bottiglie, seguito dal Trento con 7,7 milioni, con 2,0 milioni diverse Docg e Doc sparse per l'Italia da nord alle isole. Per lo Charmat, oltre alle 79 milioni di bottiglie di Asti Docg e le 42 milioni di bottiglie di Prosecco Doc Conegliano Valdobbiadene e Cartizze Superiore, si contano circa 98/100 milioni di Prosecco vitigno non-doc, oltre 20 milioni di bottiglie di vini spumeggianti Docg e doc secchi e altre 36 milioni di bottiglie di vini spumanti dolci.
Forte crescita anche per l'export di inizio anno. In aumento fatturati e nuovi mercati. Trend 'bollicine” in controtendenza.Le prime indagini e i primi sondaggi del 2008 sono estremamente discordanti e pongono qualche domanda. Alcuni vini hanno aumentato dal 5 al 6% il prezzo all'origine – anche diviso in 2 trance – senza riscontrare nessun calo negli ordini. E' il caso del Prosecco doc e del Cartizze Superiore, già oggi il vino spumeggiante italiano che registra nella Grande Distribuzione il prezzo più elevato, quasi simile agli Champagnes. In Gran Bretagna – per esempio – gli ordini nei primi 2 mesi dell'anno sono cresciuti del 25% (!) rispetto al 2007, in attesa della nuova tassa stabilita al consumo dal governo inglese e, nella grande distribuzione inglese, si registrano sempre più punti vendita con il prezzo di Asti e Prosecco superiore agli Champagnes. L'Inghilterra è il mercato europeo in maggiore sviluppo, seguito da Germania, Benelux, Svizzera e Russia. Nel grande paese di Putin sta crescendo in modo esponenziale il consumo di tutti i prodotti made in Italy e soprattutto di vini spumanti, presenti in tutti i locali, dalle nascenti enoteche elitarie ai grandi locali di intrattenimento della capitale. Particolare la forte esportazione a San Pietroburgo, a Berlino e a Varsavia. Ma il boom dei primi giorni dell'anno è riservato a India e Cina con incrementi di oltre il 50% rispetto gli stessi 2 mesi del 2007 che già avevano fatto segnare un record. Evidentemente le missioni italiane all'estero di Vinitaly, la presenza a fiere e la organizzazione di eventi del Tricolore hanno contribuito a creare attesa sui nostri prodotti e le 'bollicine” sono un ambasciatore di italianità, freschezza,modernità,gioventù. Le caratteristiche – indicate dai consumatori stranieri – che rendono i nostri vini non antagonisti agli Champagnes ma definiti ' diversi” , sono un vino spumeggiante da consumare quotidianamente come un vino tradizionale,come bevanda per ogni momento,a tavola e al pic-nic (tornato prepotentemente di moda ) e non solo per le occasioni di festa e per i locali riservati e costosi. Unico dato negativo riscontrato nell'indagine di inizio 2008 – e fotografa la situazione delle difficoltà generali delle famiglie italiane – è il calo ( anche del 15%) o la freddezza dei consumi nazionali nel fuori-casa, soprattutto nei ristoranti medio-alti. Buona la tenuta nazionale (+ 2% rispetto al 2007) per i bar e le mescite e buon incremento anche di richiesta per i catering domestici e non (+4%). In crescita ancora Franciacorta e Prosecco Valdobbiadene e la versione Rosè: non più solo moda, ma scelta condivisa a tavola per un abbinamento sempre azzeccato.

