Redditi agricoli in Europa +18%, ma in Italia calano
Secondo uno studio della Commissione Europea il reddito agricolo nell'Unione europea si svilupperebbe del 18% in termini reali e per unità di lavoro nei prossimi sette anni. Lo rende noto la Coldiretti che ha promosso con una ricerca di un team di studiosi italiani, il Gruppo 2013, sull' 'L'Health check della Politica Agricola Comune (Pac) - Una valutazione delle prime proposte della Commissione” pubblicata on line sul sito www.foruminternazionale.coldiretti.it .
Il nuovo Esecutivo che nascerà dalle elezioni e che avrà il compito di negoziare con l'Unione Europea ha l'opportunità - precisa la Coldiretti - di approfittare delle condizioni favorevoli del mercato che anni questi anni l'Italia non è riuscita a cogliere tanto che nel 2007 si è registrata in Italia una diminuzione del 2 per cento dei redditi per attivo in agricoltura, in netta controtendenza rispetto alla media europea dove si è verificato un aumento del 5,4%.
Le prospettive del reddito a medio termine dimostrano quindi - sottolinea la Coldiretti - una situazione piuttosto favorevole anche se differenziata tra i diversi Paesi dell'Unione con un aumento medio del 7% tra i 15 Paesi che per primi sono entrati nell'Unione Europea, del 21% nei dieci nuovi aderenti e addirittura dell'88 per cento per i paesi appena entrati, quali Bulgaria e Romania.
Le proiezioni a medio termine della Commissione Europea descrivono - riferisce la Coldiretti - una prospettiva positiva dei mercati dei cereali dell' Unione Europea grazie all'effetto della riforma della PAC, le moderate prospettive per sviluppo del rese e lo sviluppo del mercato di bioetanolo, con prezzi che dovrebbero rimanere a livelli sostenuti con una certa continuità, anche se ai livelli molto più bassi rispetto a quelli recentemente osservati. Anche le prospettive del mercato nell' Ue per il settore delle oleaginose sono previste al rialzo in seguito all'aumento della domanda del biodiesel e per le favorevoli prospettive nei mercati mondiali, ma l'Unione Europea continuerà a rimanere un grande importatore netto di oli vegetali e di semi oleosi. Secondo la Commissione, le previsioni per i prodotti animali sono relativamente positive per pollame, carne del maiale e per i mercati dei prodotti lattiero-caseari, mentre la produzione di bovini da carne si pensa che continui a diminuire in relazione alla riduzione strutturale dell'allevamento delle vacche da latte e all'impatto del disaccoppiamento degli aiuti. La produzione comunitaria di latte è prevista in aumento rispetto al dato medio, ad un tasso modesto, in conformità con l'aumento nelle quote di produzione assegnate mentre il settore del formaggio di UE si pensa che si espanda oltre il dato medio, trascinato da una continua crescita dei mercati.
La ricerca dell'Unione Europea fotografa una realtà in forte evoluzione che rende necessario un nuovo protagonismo della politica agricola comune nel contesto mondiale dove le materie prime agricole scarseggiano per effetto dell'andamento climatico e dell'aumento della domanda di nuovi paesi emergenti come Cina ed India. Siamo di fronte - sostiene la Coldiretti - ad un cambiamento delle gerarchie all'interno dell'economia e ad un ruolo nuovo e centrale da svolgere per l'agricoltura nei prossimi anni sia nella fornitura di beni alimentari che come opportunità per lo sviluppo di alternative energetiche. Uno scenario che - conclude la Coldiretti - deve significare una nuova attenzione per sostenere la crescita del settore a livello nazionale, comunitario ed internazionale.
Il nuovo Esecutivo che nascerà dalle elezioni e che avrà il compito di negoziare con l'Unione Europea ha l'opportunità - precisa la Coldiretti - di approfittare delle condizioni favorevoli del mercato che anni questi anni l'Italia non è riuscita a cogliere tanto che nel 2007 si è registrata in Italia una diminuzione del 2 per cento dei redditi per attivo in agricoltura, in netta controtendenza rispetto alla media europea dove si è verificato un aumento del 5,4%.
Le prospettive del reddito a medio termine dimostrano quindi - sottolinea la Coldiretti - una situazione piuttosto favorevole anche se differenziata tra i diversi Paesi dell'Unione con un aumento medio del 7% tra i 15 Paesi che per primi sono entrati nell'Unione Europea, del 21% nei dieci nuovi aderenti e addirittura dell'88 per cento per i paesi appena entrati, quali Bulgaria e Romania.
Le proiezioni a medio termine della Commissione Europea descrivono - riferisce la Coldiretti - una prospettiva positiva dei mercati dei cereali dell' Unione Europea grazie all'effetto della riforma della PAC, le moderate prospettive per sviluppo del rese e lo sviluppo del mercato di bioetanolo, con prezzi che dovrebbero rimanere a livelli sostenuti con una certa continuità, anche se ai livelli molto più bassi rispetto a quelli recentemente osservati. Anche le prospettive del mercato nell' Ue per il settore delle oleaginose sono previste al rialzo in seguito all'aumento della domanda del biodiesel e per le favorevoli prospettive nei mercati mondiali, ma l'Unione Europea continuerà a rimanere un grande importatore netto di oli vegetali e di semi oleosi. Secondo la Commissione, le previsioni per i prodotti animali sono relativamente positive per pollame, carne del maiale e per i mercati dei prodotti lattiero-caseari, mentre la produzione di bovini da carne si pensa che continui a diminuire in relazione alla riduzione strutturale dell'allevamento delle vacche da latte e all'impatto del disaccoppiamento degli aiuti. La produzione comunitaria di latte è prevista in aumento rispetto al dato medio, ad un tasso modesto, in conformità con l'aumento nelle quote di produzione assegnate mentre il settore del formaggio di UE si pensa che si espanda oltre il dato medio, trascinato da una continua crescita dei mercati.
La ricerca dell'Unione Europea fotografa una realtà in forte evoluzione che rende necessario un nuovo protagonismo della politica agricola comune nel contesto mondiale dove le materie prime agricole scarseggiano per effetto dell'andamento climatico e dell'aumento della domanda di nuovi paesi emergenti come Cina ed India. Siamo di fronte - sostiene la Coldiretti - ad un cambiamento delle gerarchie all'interno dell'economia e ad un ruolo nuovo e centrale da svolgere per l'agricoltura nei prossimi anni sia nella fornitura di beni alimentari che come opportunità per lo sviluppo di alternative energetiche. Uno scenario che - conclude la Coldiretti - deve significare una nuova attenzione per sostenere la crescita del settore a livello nazionale, comunitario ed internazionale.

