A giudicare dalle persone intervenute in Camera di Commercio per la presentazione del nuovo marchio 'Bergamo Charme” - tutti operatori o responsabili di associazioni del settore - c'è interesse intorno alla nuova iniziativa dell'ente camerale nel settore della promozione turistica. Del resto, come ha riconosciuto lo stesso segretario generale della Camera, Carlo Spinetti, la richiesta di istituzione del nuovo marchio è partita dagli stessi operatori interessati a qualificare e valorizzare sempre meglio le loro strutture ricettive non alberghiere.
 'Bergamo Charme”, infatti, si affianca all'altro marchio camerale 'Hotel di Qualità” e sarà riservato al mondo della microricettività di pregio (bed and breakfast, case ed appartamenti per vacanze, agriturismo, dimore storiche o di valore artistico) che si qualifica per la qualità del contesto in cui l'accoglienza viene esercitata. Possono essere interessati a fregiarsi del nuovo marchio residenze di particolare fascino ambientale, antiche case di campagna, ville e dimore storiche, appartamenti in edifici di rilevante pregio architettonico o inseriti in contesti urbani di significativo valore storico-artistico.
«E' un nuovo passo avanti – ha detto Spinetti – verso quella cultura e qualità dell'accoglienza per le quali la Bergamasca e un po' tutta Italia ancora non brillano, perdendo punti a livello internazionale sul fronte del turismo, risorsa economica sempre più importante».
L'istituzione del marchio non vuole solo valorizzare determinate location di pregio ma anche una certa professionalità nel fare accoglienza. Infatti il regolamento vincola l'ottenimento del marchio alla presenza di un gestore che conosca almeno una lingua straniera ed abbia seguito almeno uno dei corsi di formazione svolti dalla Camera di commercio per la promozione della cultura del turismo. La concessione del marchio è biennale e comporta per l'interessato la spesa di 250 euro per seguire il corso formativo e avere l'iscrizione per due anni. Il disciplinare del marchio 'Bergamo Charme”, nonché il regolamento e la scheda per avanzare la richiesta di concessione sono consultabili sul sito della Camera di commercio (www.bg.camcom.it). Come per tutte le altre iniziative, l'ente camerale si impegnerà a diffondere e valorizzare, sia con strumenti cartacei che con internet, la conoscenza delle strutture ammesse a fregiarsi del marchio.Uno dei primi requisiti che si leggono nel disciplinare di ammissione è che la data di costruzione dell'edificio in cui è esercitata l'attività deve essere precedente al 1920. Nel caso di edifici di particolare pregio architettonico ma di epoca successiva (art déco, Anni Quaranta, arte moderna e contemporanea firmata da architetti di fama…) potranno essere introdotte motivate deroghe dal Comitato di gestione del marchio. L'ambiente in cui è inserita la struttura ricettiva deve essere di particolare interesse storico-artistico o naturalistico.
Il disciplinare si sofferma poi su una serie di requisiti che devono avere i locali interni a disposizione dell'ospite, preoccupandosi dell'ordine, della pulizia, della possibilità da parte del cliente di avere informazioni e consigli sul territorio e le sue attrattive. Una delle caratteristiche delle strutture di microricettività è infatti la possibilità per l'ospite di sentirsi un po' come a casa sua, di dialogare con il padrone di casa per conoscere o approfondire la conoscenza della cultura e del territorio in cui si trova ad essere ospitato.
Un comitato di gestione, presieduto dal segretario generale della Camera di commercio, analizzerà le richieste di concessione del marchio e verificherà, anche con sopralluoghi, se esistono le condizioni per l'ammissione.
Roberto Vitali