Tre anni di lavoro per l'ideazione, le selezione dei prodotti e il reclutamento dei fornitori e il recupero architettonico di uno storico complesso industriale torinese (l'ex opificio Carpano in via Nizza, attivo fino a metà degli anni Ottanta). Tutto questo per creare Eataly, un ambizioso progetto sostenuto da Comune e Provincia di Torino e dalla Regione Piemonte, che intende percorrere una nuova via nel mondo della distribuzione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari di alta qualità ispirandosi a parole chiave quali la sostenibilità, la responsabilità e la condivisione.
 Eataly, che è una società privata di capitali con sede ad Alba (Cuneo), ha in progetto l'apertura di grandi centri multifunzionali dedicati all'enogastronomia italiana a prezzi ragionevoli. Partita nella vasta area di Torino, il primo grande 'mercato” di alti cibi dove comprare, mangiare e imparare, ora ha trovato un suo spazio anche nei grandi magazzini Coin di Milano. Si struttura in aree di vendita specifiche (salumi e formaggi, carne, ortofrutta, pescheria, pasta e pizza, panetteria, analcolici, cantina, caffetteria, pasticceria) abbinate a ristoranti tematici informali. Queste aree sono corredate di indicazioni e pannelli esplicativi che informano il pubblico circa la selezione delle referenze, i territori di origine, le tecniche di produzione.
Slow Food, l'associazione no profit che ha tra le finalità la difesa della biodiversità e l'educazione del gusto, partecipa agli obiettivi di Eataly e con la sua attività di difesa della qualità artigianale garantisce prodotti buoni, puliti e giusti e chi ricerca una più consapevole alimentazione quotidiana.
m.f.