Avevamo l'ambizione di offrire uno strumento di informazione nuovo e originale per organizzazione e contenuti, ma non pensavamo certo che a fronte di un'offerta già ricca e variegata, potessimo incontrare un consenso così generalizzato. Senza avere fatto una sola azione di promozione, e affidandoci solo alla comunicazione fatta su queste pagine, il nostro portale www.italiaatavola.net in poche settimane di vita (ancora in fase di test) ha riscontrato un tale successo di lettori/visitatori che ci ha sorpreso e di cui non possiamo non tenere conto, aumentando i nostri sforzi per farne realmente un'occasione quotidiana di aggiornamento e comunicazione.
Un successo per il quale non possiamo che ringraziare lettori ed inserzionisti che ci hanno spinto a questo oneroso impegno che rafforza nei fatti la nostra posizione nel mondo della comunicazione professionale per la ristorazione, dove operiamo ormai da oltre vent'anni. Anzi, dopo il cambio di testata e l'assunzione a tutti gli effetti di una nuova identità nazionale che aumenta la nostra tradizionale attenzione ai temi della qualità e del territorio, e forti di una diffusione mensile media di quasi 47mila copie certificate l'anno scorso, oggi possiamo affermare con serenità di essere fra gli interlocutori privilegiati - e più letti - da chi lavora in cucina e nell'ospitalità. A questo mondo vogliamo offrire sempre più occasioni di aggiornamento e confronto, a partire magari da quella necessità di 'fare sistema” che l'amico Matteo Scibilia propone a pagina 24 di questo numero. Tema sul quale dichiariamo fin d'ora la disponibilità a ospitare i contributi di chiunque abbia a cuore il futuro di questo settore.
Del resto, senza unità d'azione sarà difficile riuscire ad ottenere qualcosa da una politica che, temiamo, nemmeno con queste elezioni anticipate riuscirà a dare una svolta seria e credibile capace di dare dignità ad un'attività che il presidente francese, parlando di quella di casa sua, vorrebbe fosse tutelata come un bene dell'umanità da parte dell'Unesco. Ci piacerebbe vedere ministri più attenti al mondo dell'enogastronomia, ma finora non ne abbiamo trovato traccia nei programmi elettorali, omologati a libri dei sogni che quasi dimenticano gli scenari di recessione che si potrebbero profilare a breve.
E intanto il Paese è inondato da olio contraffatto per la ristorazione che penalizza produttori, esercizi pubblici e consumatori. Lo stesso ragionamento si potrebbe fare per la valorizzazione di tutti i prodotti. A partire dal vino che nelle prossime settimane vedrà una sorta di stati generali con il Vinitaly. Un appuntamento a cui si va con poche strategie di sistema mentre la concorrenza estera è sempre più forte. Pensiamo allo Champagne che l'anno scorso ha venduto in Italia oltre 10 milioni di bottiglie mentre gli spagnoli hanno aumentato le loro quote di mercato.


Alberto Lupini

alberto.lupini@italiaatavola.net