Molluschi, futuro roseo. In Italia più di 5mila gli addetti
Dai produttori di molluschi italiani ed europei si leva un grido di orgoglio: 'Finalmente viene riconosciuto il peso del settore, ora dobbiamo renderlo più visibile e perseguire l'obiettivo di crescita nel rispetto del consumatore e dell'ambiente”. Con questo spirito MSE Seafood &Processing , il salone dedicato alle tecnologie e ai prodotti della pesca che si è tenuto a Rimini Fiera ha reso protagonista il tema della molluschicoltura nella tavola rotonda 'Prospettive della molluschicoltura in Italia ed Europa”.
Quello che ne è emerso è un comparto economico che produce nell'Unione europea 6,48 milioni di quintali di mitili, 580mila quintali di vongole e 1,45 milioni di quintali di ostriche.
In questo contesto comunitario, l'Italia porta un contributo di 450mila quintali di vongole e 1,05 milioni di quintali di mitili. Poco diffusa la raccolta di ostriche (5.000 quintali).
Per dare una dimensione delle aree interessate in mare, si tratta in Italia di 20mila ettari dedicati ai mitili e 940mila ettari alle vongole. Complessivamente gli addetti sono 5.300 (1.800 per la mitilicoltura e 2.500 per la pesca delle vongole) e 2.050 le imbarcazioni adibite (250+1800). Le cooperative di allevatori rappresentano il 40% delle imprese del settore, ma gestiscono il 90% delle superfici marine.
Occupano l'89% degli addetti e rappresentano l'80% della produzione nazionale complessiva. Il 48% delle imprese del settore esercita la molluschicoltura in forma esclusiva, il 31% in forma prevalente ed il 22% in forma accessoria. Il 70% del novellame utilizzato negli impianti di mitili in Italia è nato in Emilia Romagna. I numeri parlano da soli e dai produttori c'è la certezza di qualità del prodotto nonché l'esigenza di tutelare e far conoscere il settore per avere più attenzione dalle istituzioni e percorrere con maggiore decisione nuove politiche commerciali.
Non ultima si è fatta sentire la necessità che si concluda l'iter di definizione di un chiaro regime normativo in materia e che venga risolta la frammentazione di deleghe amministrative esistenti, fatto che complica e burocratizza eccessivamente l'attività delle imprese operanti.
Quello che ne è emerso è un comparto economico che produce nell'Unione europea 6,48 milioni di quintali di mitili, 580mila quintali di vongole e 1,45 milioni di quintali di ostriche. In questo contesto comunitario, l'Italia porta un contributo di 450mila quintali di vongole e 1,05 milioni di quintali di mitili. Poco diffusa la raccolta di ostriche (5.000 quintali).
Per dare una dimensione delle aree interessate in mare, si tratta in Italia di 20mila ettari dedicati ai mitili e 940mila ettari alle vongole. Complessivamente gli addetti sono 5.300 (1.800 per la mitilicoltura e 2.500 per la pesca delle vongole) e 2.050 le imbarcazioni adibite (250+1800). Le cooperative di allevatori rappresentano il 40% delle imprese del settore, ma gestiscono il 90% delle superfici marine.
Occupano l'89% degli addetti e rappresentano l'80% della produzione nazionale complessiva. Il 48% delle imprese del settore esercita la molluschicoltura in forma esclusiva, il 31% in forma prevalente ed il 22% in forma accessoria. Il 70% del novellame utilizzato negli impianti di mitili in Italia è nato in Emilia Romagna. I numeri parlano da soli e dai produttori c'è la certezza di qualità del prodotto nonché l'esigenza di tutelare e far conoscere il settore per avere più attenzione dalle istituzioni e percorrere con maggiore decisione nuove politiche commerciali.
Non ultima si è fatta sentire la necessità che si concluda l'iter di definizione di un chiaro regime normativo in materia e che venga risolta la frammentazione di deleghe amministrative esistenti, fatto che complica e burocratizza eccessivamente l'attività delle imprese operanti.

