La Cina è vicina alla Lombardia con il progetto Crossroads e il libro sino-regionale
L'agroalimentare lombardo guarda decisamente al mercato cinese, che rappresenta un potenziale enorme di consumatori. è stato denominato 'Crossroads” (che significa incrocio-incontro) il progetto che vuol far incontrare a tavola due culture millenarie: i prodotti alimentari e i vini di Lombardia si incontrano con il gusto cinese. Enti promotori dell'iniziativa sono la Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e il Consorzio per la Tutela del Formaggio Grana Padano.
«Lo scopo - spiega il vicepresidente della Regione Lombardia e assessore all'Agricoltura, Viviana Beccalossi - è di approfondire la conoscenza dei nostri prodotti da parte dei consumatori cinesi di classe media e medio-alta, così da allargare la penetrazione dell'agroalimentare lombardo, creando le condizioni favorevoli all'esportazione. La strategia scelta per centrare gli obiettivi è di genere 'didattico”. Si è deciso cioè di sperimentare come i nostri prodotti potessero fondersi con piatti della tradizione cinese, in modo da poter proporre accostamenti corretti e gusti compatibili con le tendenze locali».Il lavoro è stato svolto dalla sede di Shanghai del'Icif, l'Istituto di cucina italiana per stranieri, che ha coordinato il lavoro di otto cuochi cinesi provenienti da province diverse per garantire la rappresentatività delle cucine del Paese. Le ricette hanno ricevuto il gradimento dei consumatori cinesi selezionati per un test di assaggio. Consumatori e giornalisti si sono dichiarati interessati a ricevere notizie sui nuovi alimenti (proprietà, composizione, soprattutto modi d'uso) di cui sono carenti. «Ne è nato un volume intitolato 'Il gusto lombardo sulla via d'Oriente” - afferma Bruno Libralon (nella foto), direttore generale Icif - nel quale presentiamo queste ricette fusion, che mescolano ricette tradizionali cinesi con gusti tradizionali italiani.
Dalle sperimentazioni fatte in Cina il pubblico cinese è disposto a conoscere gusti nuovi senza venir meno alla tradizione. I prodotti italiani promossi in maniera adeguata possono entrare nell'ordine di gradimento del consumatore cinese». A Palazzo Giureconsulti di Milano il libro di ricette fusion sino-italiane è stato presentato alla stampa e alla comunità cinese di Milano. Sono intervenuti la vicepresidente Viviana Beccalossi, Carlo Sangalli presidente della Camera di Commercio di Milano e dirigenti del Consorzio Grana Padano. Tra maggio e dicembre verrà lanciata una campagna di comunicazione (stampa e web) in Cina. Il progetto prevede anche una presentazione alla stampa e agli operatori di settore a Shanghai e nella capitale Beijing (Pechino).
La Cina ha 1 miliardo 300 milioni di abitanti. Il tasso di crescita dei consumi è molto alto. Forte crescita registra da qualche anno il consumo di prodotti caseari. L'export alimentare italiano in Cina sta segnando ottime performance. Le otto ricette fusion più apprezzate dai cinesi sono state la crema di uova al vapore, le mele della Valtellina ripiene con mostarda di Cremona, la polpa di maiale fritta con pasta di fagioli e tagliolini, il manzo stufato con quenelles di polenta taragna ai formaggi lombardi, il montone stufato in cestino di grana padano con risotto alla milanese, i fagottini di uova e prosciutto San Daniele, i bocconcini di montone croccanti con crema di gorgonzola.
Roberto Vitali

