Io e Brunello. Come portai Montalcino nel mondo
"Io e Brunello. Come portai Montalcino nel mondo", edito da Baldini Castoldi Dalai editore, in libreria dal 26 febbraio, è la storia di un simbolo del Made in Italy, sinonimo di eccellenza nel mondo, la cronaca di un successo narrata da uno dei suoi maggiori protagonisti e artefici. All'alba degli anni Settanta, Montalcino è un paese della Toscana meridionale come tanti, anzi, forse se la passa un po' peggio di altri. A Montalcino c'è però un vino che gli intenditori dicono essere buono, per il quale si utilizza l'uva Sangiovese che, da quelle parti, viene chiamata Brunello . è apprezzato, ma la produzione è limitata e, soprattutto, lo fanno in pochi. Poi, un giorno, arriva un signore piemontese.
è un enologo molto noto, ma qui ancora quasi sconosciuto. Si chiama Ezio Rivella e inizia a girare fra le colline montalcinesi perché ha in mente un progetto ambizioso e in tasca i dollari di una famiglia italo-americana, i Mariani di New York, per realizzarlo. Da quel momento, nulla sarà più come prima a Montalcino. Questa è la storia di un sogno, della realizzazione di un'azienda vinicola pensata per essere un modello vincente e di riferimento; un'azienda che, nata dall'intraprendenza di un uomo, ha trasformato un intero territorio decretandone la fortuna e rendendolo famoso in tutto il mondo. Tuttavia questo libro non ci offre solo l'avvincente e originale resoconto di un'avventura imprenditoriale di successo, ma ci permette di addentrarci nell'universo del «nettare degli dei» accompagnati da chi l'ha cambiato per sempre. Ezio Rivella, manager ed enologo di fama mondiale (Castagnole Lanze, Asti, 1933) ha iniziato la sua attività come direttore tecnico e commerciale di cantine sociali, ha costituito una società di engineering e consulenza enologica, prima di realizzare Banfi, il più importante polo produttivo di vini di pregio in Italia. Ha fondato il Centro Studi Enologici ed è stato presidente dell'Associazione Enotecnici Italiani. Per nove anni presidente dell'Associazione Mondiale degli Enologi, dal 1993 al 1998 è stato presidente del Comitato Nazionale Vini Doc presso il ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Nel 1998 è stato eletto vicepresidente dell'Office International de la Vigne et du Vin di Parigi e nel 2001 presidente della Unione Vini-Confederazione Italiana della Vite e del Vino. Nel 1985 è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro. «Il 'nuovo” mondo del vino nel quale ci troviamo oggi a navigare appare molto differente rispetto a quello che ci siamo lasciati alle spalle. Ci siamo entrati con difficoltà, ma ora ci siamo e, una volta dentro, capiamo due cose: la prima è che, effettivamente, c'è qualche ragione per la quale gli antichi si lanciarono a definire il vino addirittura 'nettare degli dei”; la seconda, che non è un prodotto come gli altri.»
è un enologo molto noto, ma qui ancora quasi sconosciuto. Si chiama Ezio Rivella e inizia a girare fra le colline montalcinesi perché ha in mente un progetto ambizioso e in tasca i dollari di una famiglia italo-americana, i Mariani di New York, per realizzarlo. Da quel momento, nulla sarà più come prima a Montalcino. Questa è la storia di un sogno, della realizzazione di un'azienda vinicola pensata per essere un modello vincente e di riferimento; un'azienda che, nata dall'intraprendenza di un uomo, ha trasformato un intero territorio decretandone la fortuna e rendendolo famoso in tutto il mondo. Tuttavia questo libro non ci offre solo l'avvincente e originale resoconto di un'avventura imprenditoriale di successo, ma ci permette di addentrarci nell'universo del «nettare degli dei» accompagnati da chi l'ha cambiato per sempre. Ezio Rivella, manager ed enologo di fama mondiale (Castagnole Lanze, Asti, 1933) ha iniziato la sua attività come direttore tecnico e commerciale di cantine sociali, ha costituito una società di engineering e consulenza enologica, prima di realizzare Banfi, il più importante polo produttivo di vini di pregio in Italia. Ha fondato il Centro Studi Enologici ed è stato presidente dell'Associazione Enotecnici Italiani. Per nove anni presidente dell'Associazione Mondiale degli Enologi, dal 1993 al 1998 è stato presidente del Comitato Nazionale Vini Doc presso il ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Nel 1998 è stato eletto vicepresidente dell'Office International de la Vigne et du Vin di Parigi e nel 2001 presidente della Unione Vini-Confederazione Italiana della Vite e del Vino. Nel 1985 è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro. «Il 'nuovo” mondo del vino nel quale ci troviamo oggi a navigare appare molto differente rispetto a quello che ci siamo lasciati alle spalle. Ci siamo entrati con difficoltà, ma ora ci siamo e, una volta dentro, capiamo due cose: la prima è che, effettivamente, c'è qualche ragione per la quale gli antichi si lanciarono a definire il vino addirittura 'nettare degli dei”; la seconda, che non è un prodotto come gli altri.»

