Sui vini di Lombardia in Ais è guerra fra Milano e Roma
Se non fosse che per fortuna conosciamo la serietà dei 56 degustatori che sotto la guida di Davide Bonassi e Natale Contini hanno lavorato alla cieca per redigere Viniplus e che conoscono ogni cantina, ci sarebbe da pensare che nell'Associazione italiana sommelier sono tutti impazziti.
Come è possibile che ai livelli più alti di guide redatte nello stesso periodo e da aderenti alla stessa associazione ci sia una tale differenza di valutazioni? Roma e Milano non si consultano? Qual è il livello di serietà professionale che può esprimere un'organizzazione che mostra una così insanabile divergenza interna? Se sull'esempio della Lombardia altre associazioni territoriali mostrassero l'indipendenza di giudizio di cui ha dato prova quella guidata da Luca Bandirali, forse nell'Ais cambierebbe qualcosa, a tutto vantaggio dei tanti professionisti seri associati.
Articoli correlati

