Partiamo dai fatti, di per sè indiscutibili: la guida ufficiale 2008 dell'Ais nazionale (Duemilavini, edizioni Bibenda) assegna 5 grappoli a 14 vini lombardi; la sezione lombarda della stessa associazione pubblica invece Viniplus e, pur segnalando con ben 40 rose camune (forse troppe...) le eccellenze del vino lombardo, fa coincidere il massimo del suo punteggio solo con 2 dei 14 vini messi al top da Duemilavini (il Franciacorta Brut Gran Cuvée 2003 Bellavista e lo Sforzato 2003 San Domenico di Triacca).

 Se non fosse che per fortuna conosciamo la serietà dei 56 degustatori che sotto la guida di Davide Bonassi e Natale Contini hanno lavorato alla cieca per redigere Viniplus e che conoscono ogni cantina, ci sarebbe da pensare che nell'Associazione italiana sommelier sono tutti impazziti.
Come è possibile che ai livelli più alti di guide redatte nello stesso periodo e da aderenti alla stessa associazione ci sia una tale differenza di valutazioni? Roma e Milano non si consultano? Qual è il livello di serietà professionale che può esprimere un'organizzazione che mostra una così insanabile divergenza interna? Se sull'esempio della Lombardia altre associazioni territoriali mostrassero l'indipendenza di giudizio di cui ha dato prova quella guidata da Luca Bandirali, forse nell'Ais cambierebbe qualcosa, a tutto vantaggio dei tanti professionisti seri associati.

Articoli correlati

Viniplus e la Lombardia, tutto il meglio di 166 cantine