L'assessore regionale all'Agricoltura nonché vicepresidente della Regione Lombardia, la bresciana Viviana Beccalossi, ha detto e ripetuto in diverse occasioni, parlando della enologia lombardia, che la zona del Garda Classico è 'come una Ferrari che viaggia sempre in prima marcia”. Ovviamente voleva evidenziare che le potenzialità dei vini e della zona del Garda sono ancora in parte inespresse.
 Sull'argomento abbiamo sentito il parere dell'avvocato Alessandro Redaelli De Zinis (nella foto), che dirige da circa 30 anni la propria azienda agraria, con prevalente vocazione vinicola, a Calvagese della Riviera (Bs). Redaelli De Zinis è presidente di Agriturist Brescia, membro di giunta della Strada dei Vini del Garda, past president del Consorzio del Garda Classico.
«Concordo pienamente con la considerazione dell'amica Viviana, con la quale condivido anche altri ideali. è l'esternazione sincera e un pò amareggiata di una gardesana verace che, amando la sua terra d'origine, ricca di ogni bene (arte, ambiente, paesaggi, cucina, formaggi di monte, olio e vini di assoluta eccellenza) vorrebbe vedere operatori ed imprenditori che credono con convinzione - uscendo da equivoci stantii - nel futuro turistico e agroalimentare del lago di Garda. Vi è sicuramente la necessità di investire nuovi capitali (e l'insegnamento della vicina Franciacorta ci deve indurre a serie riflessioni), ma soprattutto si dovranno curare nuove forme di promozione del territorio, uscendo dai consueti limiti provinciali, collaborando anche con le province di Verona e Trento, così da dare un'immagine unica e globale del 'Lago più grande d'Italia”, invogliando il turista (non solo quello straniero) a raggiungere e soggiornare nella nostra terra, che può offrire le più svariate scelte. Dallo sport della vela (Circolo Vela Gargnano e Fraglia Vela Desenzano) e del golf (Golf di Palazzo Arzaga in Calvagese Riviera, Garda Golf di Soiano del Lago, Golf di Bogliaco) a soggiorni montani in incantevoli paesi che offrono passeggiate rilassanti su sentieri e prati fioriti, offrendo paesaggi non di rado di fiaba (Tremosine, Tignale, Valvestino, Gargnano alto). Da invidiabili proposte artistiche e culturali (musei di Villa Mazzucchelli in Ciliverghe di Mazzano, Fondazione da Como in Lonato, Fondazione Sorlini in Calvagese Riviera) a soste gastronomiche 'stellate” (Ristorante La Tortuga in Gargnano; Villa Fiordaliso in Gardone Riviera; Villa Aurora in Soiano del Lago; Ristorante Esplanade in Desenzano del Garda; Ristorante La Rucola in Sirmione)».
Però, un territorio che accoglie stabilmente sulle rive del lago oltre 10 milioni di turisti l'anno non può cullarsi sugli allori, confidando nella centralità della propria ubicazione territoriale ed accontentandosi...
«E' un discorso ampio e complesso che, oltre a nuove proposte e a nuove (o rinnovate) strutture d'accoglienza, deve vedere accomunati, con impegno convinto e sempre crescente, le Province, le Comunità montane del lago, il mondo alberghiero e quello della ristorazione. Con loro - ecco la grande novità - dovrà schierarsi anche il mondo agricolo, la cui funzione di 'custode e giardiniere dell'ambiente” è sempre più apprezzata e condivisa. Ci troviamo di fronte a un mondo che, con la globalizzazione e l'estensione dell'Unione europea ai Paesi dell'est, sta cambiando velocemente, anche se molti imprenditori non hanno ancora percepito appieno questa nuova realtà. Ed è proprio in quest'ottica che l'agricoltura gardesana dovrà prestare sempre più attenzione (e collaborazione) al mondo del turismo, che può aprire nuove interessanti prospettive anche sotto il profilo economico; se infatti tanti flussi turistici arrivano sul nostro lago, perchè mai - invece di andare a promuoverci in terre lontane d'oltreoceano, difficilissime da raggiungere e da organizzare, alla luce delle nostre contenute potenzialità aziendali - non aprire le nostre aziende agli ospiti, che potranno così conoscere il nostro impegno, scoprire i sapori e la tipicità dei prodotti locali, gustare e poi acquistare?».
è un discorso questo che penso stia suscitando interesse soprattutto tra i viticoltori del Garda, che, dopo essere restati per anni "chiusi in cantina" intenti solo a produrre, hanno compreso l'importanza di farsi conoscere, della promozione e della giusta informazione.
«è così. è bello segnalare - a dimostrazione di questo nuovo modo di operare - che 12 cantine gardesane, fra le più importanti, ubicate tra Sirmione a Salò, hanno nei mesi scorsi costituito l'associazione "Ristorante in Cantina" e che, in collaborazione con gli Alberghi del Lago organizzeranno dalla prossima stagione turistica le "Giornate in Cantina", un'esperienza singolare e diversa, che consentirà all'ospite di conoscere come nasce la qualità, gustare vini, spumanti e olio e, poi, assaporare piatti della cucina gardesana, con il rigoroso impiego di prodotti del territorio, così da far scoprire i sapori autentici del lago». Parliamo infine dei vini del Garda. Hanno il successo che meritano?
«Meriterebbero di più. Il vino Lugana, le cui uve di trebbiano fruttificano e maturano nelle argillose terre dello storico "quadrilatero" delle battaglie fra i Piemontesi e l'esercito austroungarico (Desenzano, Sirmione, Pozzolengo, Peschiera del Garda) si propone in tre versioni: spumante metodo classico, dal sapore intenso e dal perlage fine e continuo; il Lugana, dal gusto delicato, fresco e dal sapore secco e sapido; il Lugana riserva, un bianco che si attesta, con merito, fra le produzioni dell'eccellenza enologica italiana. Nella Valtenesi, l'amena e solatia zona collinare che corre fra Desenzano e Salò, maturano le uve di Groppello, unico vitigno autoctono Ed è proprio della riva bresciana del Garda, che danno un rosso generoso, dai sapori intriganti, che richiama la frutta del sottobosco e che, se invecchiato in legno per almeno due anni, diviene Groppello riserva, vino di notevole corpo, giustamente tannico, dai profumi suadenti di spezie, che ben si accompagna con lo spiedo di uccelletti alla moda bresciana. Merita infine una segnalazione il Chiaretto, il vino dell'estate, fresco e dai profumi inebrianti, ottenuto da uve rosse (Groppello, Sangiovese, Marzemino e Barbera) con veloce contatto sulle bucce, che incontra grande successo fra gli ospiti stranieri, che lo hanno scoperto e lo privilegiano quando soggiornano sul Garda. Da ultimo, non posso non ricordare che alcuni imprenditori gardesani, credendo alle potenzialità del territorio ed all'eccellenza delle produzioni, hanno da poco realizzato nuove importanti strutture, mirabili sotto il profilo tecnologico, ma anche rispettose dell'ambiente: le cantine Pasini - Azienda agricola San Giovanni in Raffa di Puegnago; le cantine Avanzi in Manerba del Garda; la cantina "Perla del Garda" dei Fratelli Prandini in Lonato. Ed ancora l'oleificio Manestrini in Soiano del Lago ed Avanzi in Manerba del Garda. E infine la struttura enoturistica "La Spia d'Italia" in Lonato, che si affianca al "Borgo alla Quercia" in Calvagese Riviera».

A cura di Roberto Vitali