Fa bene il ministro dell'economia Giulio Tremonti a definire un abuso i rincari della pasta sui quali è bene che intervenga l'Antitrust dopo che il prezzo del grano è dimezzato su valori inferiori a quelli di venti anni fa, insostenibili per gli agricoltori italiani. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare che è scandaloso che si è spaventosamente allargata la forbice dei prezzi dal campo alla tavola con il prezzo pagato agli agricoltori per il grano duro che è sceso sotto i 0,22 euro al chilo, mentre quello della pasta è salito a 1,6 euro al chilo, secondo il servizio Sms consumatori del ministero delle Politiche Agricole.

La pasta continua a far registrare un aumento dei prezzi vertiginoso e ingiustificato (+30% secondo l'Istat) nonostante dall'inizio dell'anno il prezzo del grano duro per la pasta sia più che dimezzato al di sotto dei valori di venti anni fa determinando una situazione drammatica nelle campagne dove non si riescono a coprire i costi di produzione e sono a rischio le prossime semine e quindi le forniture per la pasta Made in italy.
La pasta rappresenta in realtà - conclude la Coldiretti - la punta di un iceberg delle distorsioni presenti nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola  dove gli aumenti al consumo su base annuale (+4,7%) sono in netta controtendenza con il calo del 7% dei prezzi agricoli alla produzione registrati ad ottobre, secondo i dati Ismea – Ac Nielsen.

Articoli correlati:
Il prezzo della pasta sale a +36% ma il grano costa meno di 20 anni fa
La pasta registra un record nell'export (+46%), ma crolla il prezzo del grano