Via libera agli incentivi per la produzione di energia elettrica da parte di piccoli impianti, installati in aziende agricole e stalle, alimentati a biomassa agricola come le colture energetiche, i residui di potature o letame proveniente dagli allevamenti. Lo rende noto la Coldiretti nel riferire della imminente pubblicazione in gazzetta ufficiale del Decreto del ministro dello Sviluppo economico di concerto con quello dell'ambiente relativo alla promozione di fonti energetiche rinnovabili.
 Una prima attuazione delle disposizioni sugli incentivi alla produzione di energia elettrica da fonti alternative introdotte dalla Finanziaria 2008. Ribadendo il divieto di cumulo degli incentivi tranne per gli impianti alimentati da biomasse di filiera il decreto stabilisce che, con esclusione della fonte solare, tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili hanno diritto ai certificati verdi o in alternativa a beneficiare di una tariffa omnicomprensiva. La domanda per accedere all'incentivazione va presentata al Gestore del servizio elettrico (Gse) entro tre anni dall'entrata in esercizio dell'impianto ed è da ritenersi accolta in mancanza di risposta entro novanta giorni dal ricevimento. All'Autorità per l'energia il compito di stabilire, entro 60 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento, modalità, tempi e condizioni per l'erogazione delle tariffe fisse, nonché le modalità per lo scambio sul posto.

Passo importante per l'accordo sul clima
Si tratta di un passo importante dell'Italia verso il raggiungimento degli impegni fissati dalla Commissione Ue con l'accordo sul clima che fissa l'obiettivo del 20 per cento di produzione di energia rinnovabile entro il 2020. Attualmente la quota di energia rinnovabile sul consumo totale in Italia è pari al 5,2%.
Il Decreto introduce una tariffa omnicomprensiva di 0,22 euro/kW in 'conto energia” per l'energia prodotta da impianti di potenza inferiore ad 1 Mw alimentate a biomasse e biogas, in attesa della successiva adozione dell'apposito decreto da parte del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.
Viene previsto inoltre un coefficiente di moltiplicazione dei certificati verdi, titoli destinati ad incentivare sul mercato la produzione di energia elettrica da parte di impianti della stessa potenza elettrica.
Il testo, anche se sarà necessario un adeguamento delle tariffe, va nell'auspicata direzione di assicurare l'avvio dei necessari finanziamenti al settore agroenergetico, ed in particolare alle biomasse, per piccoli e medi impianti che caratterizzano il modello energetico della generazione distribuita da sempre promosso da Coldiretti.
 Il mantenimento di un trattamento economico di favore riservato ad impianti di potenza medio-bassa rappresenta una opportunità per molte imprese agricole presenti sul territorio e consentirà la diffusione di piccole strutture agroenergetiche compatibili con principi di sostenibilità ambientale, sociale ed energetica. Il testo risolve peraltro definitivamente l'annosa questione della cumulabilità degli incentivi chiarendo espressamente che per gli impianti di proprietà di aziende agricole, agroalimentari, di allevamento e forestali, alimentati a biomasse e biogas l'accesso alla tariffa è cumulabile con altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale e locale o comunitaria in conto capitale o in conto interessi con capitalizzazione anticipata non eccedenti il 40% del costo di investimento.
Il provvedimento permette di cogliere le opportunità offerte dal settore agricolo per ridurre la dipendenza energetica dall'estero e combattere i cambiamenti climatici nel sottolineare che secondo recenti studi attraverso l'utilizzazione delle fonti rinnovabili dell'agricoltura si può arrivare a coprire oltre il 13 per cento del fabbisogno energetico nazionale, con una riduzione complessiva di gas aventi effetto serra di 12 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (Co2 all'anno).

Produzione di biogas in aumento in tutta Europa
La produzione di biogas nelle aziende agricole Ue aumentata del 58%; in Italia solo del 6%. In base ai dati di Eurobserver 2008 ed elaborati dall'Osservatorio Agri&Food di CremonaFiere, la produzione europea di biogas è di 5,9 milioni di tonnellate equivalente petrolio e ha superato la produzione di biocarburante (biodiesel e bioetanolo) che nel 2007, secondo i dati Fao, ammonta in Europa a 5,76 milioni di tonnellate di equivalente petrolio.
Il biogas è ottenuto attraverso tre procedimenti: la produzione ottenuta nelle discariche di rifiuti, dalla quale si ricava il 49% del totale; la produzione con impianti di trattamento dei rifiuti (15%) e, infine, altre fonti, costituite prevalentemente da siti produttivi agricoli che detengono una quota del 36% sulla produzione complessiva europea.

Nel 2007, l'Italia ha prodotto biogas per una quantità di 0,41 milioni di tonnellate equivalente petrolio, pari al 6,9% della produzione europea. Il biogas di origine agricola è pari in Italia al 12%, contro quasi il 36% a livello europeo. Nel nostro Paese il forte interesse suscitato dal biogas non si e' tradotto in realizzazioni concrete ed in investimenti, come avvenuto in altri Paesi europei e segnatamente in Germania e in Austria.

Gli impianti di tipo agricolo installati in Germania producono 1,7 milioni di tonnellate di equivalente petrolio, pari al 71% del totale che corrisponde ad un quantitativo di biogas 36 volte più elevato rispetto a quello che si ottiene in Italia; mentre la piccola Austria registra una produzione tre volte più grande di quella italiana. Alla fine del 2007, in Germania erano funzionanti 3.750 impianti agricoli per la produzione di biogas.
Nel 2007, la produzione di biogas nelle aziende agricole in Europa è aumentata del 58%, a fronte di un incremento di appena il 6% in Italia. Nel nostro Paese la produzione di biogas per abitante è di 6,9 tonnellate di equivalente petrolio per 1.000 abitanti, contro 11,9 delle media europea. (Fonte: Agi)