La vita dei Savoia vista alla lente delle cucine reali
è stato aperto al pubblico un nuovo percorso di visita al Palazzo Reale di Torino: le cucine reali al tempo del re Vittorio Emanuele III e del principe Umberto e la relativa cantina collocati nel piano sotterraneo dell'ala di levante. Il recupero dei locali dell'interrato fa parte del grande progetto di restauro di Palazzo Reale iniziato nel 2006 su progetto del 1997, subito all'indomani del devastante incendio della cappella della Sindone. Sono occorsi due lunghissimi anni per rendere visibili questi spazi, ridotti a magazzino negli ultimi 60 anni.
Questo progetto di dare anima alle vecchie cucine delle residenze sabaude, iniziato con quelle del Castello di Racconigi e proseguito con i ritrovamenti del Castello di Moncalieri non si ferma. Il Piemonte è il capofila di un progetto allargato che collegherà tutte le residenre reali europee e vedrà un importante momento espositivo nel 2009.
Il Palazzo Reale
Il tracciato museale si snoda attraverso il locale delle caldaie, alimentate a legna, le dispense, le ghiacciaie, le cucine vere proprie, i passaggi di servizio e la cantina. I locali, ben 15, sono stati riportati alla condizione in cui si trovavano intorno agli anni Venti del secolo scorso, ultimo periodo del loro utilizzo ed arredati con stoviglie originali: grandiose vecchie stufe a legna, i potagé in ghisa con il corrimano in ottone per asciugare gli strofinacci, i tavoli, le credenze.
L'impostazione dell'allestimento è stata volutamente improntata sul vissuto, ecco che abbiamo un ricco tavolo con verdure fresche di stagione accanto ad alimenti ricostruiti in resina: splendida la mezzena del manzo e il cinghiale appoggiato sul ceppo del macellaio in attesa di essere scuoiato, i mock-up di trote, tinche appoggiati nelle pesciere, il pollame, mattarelli come appena lasciati sul piano di lavoro in attesa di tirare la pasta, le credenze per riporre le stoviglie, stampi per cialde, splendidi forme per budini. Sugli attaccapanni gli abiti dei cuochi, le uniformi dei valletti.
Un discorso a parte merito i ben 1500 rami dalle grandi pesciere al piccoli stampi per torte, budini e biscotti che sono stati restaurati volutamente non lucenti come se fossero usciti dalla bottega del calderaio, bensi come appena usciti dalla cucina che li aveva usati. E l'esame dei residui della combustione nella parte esterna e quello dei cibi all'interno hanno aiutato a fare luce sulle tecnologie di produzione, sul tipo di impiego che svolgevano nelle Cucine reali e sul loro stato di conservazione ed ha anche permesso un confronto con le antiche ricette.
Pannelli di vetri riproducono da un lato i vari personaggi che popolavano le cucine dall'altro sono riportate le informazioni sugli ambienti e sui personaggi: capo cuoco, macellaio, somegliere. Infine la cantina, integra nella sua struttura, dove ora sono esposte alcune bottiglie prestate dal Museo dell'enologia della Martini e Rossi di Pessione.
Veramente mancano sono le voci dei cuochi, i richiami dei garzoni, i rumori d'ambiente ed anche l'illuminazione ha il suo fascino, rigoro
samente con lampadari d'epoca che riproducono sempre la luce di mezzogiorno.
Finito il percorso delle cucine, si sale nell'appartamento di Madama Felicita dove si è accolti da una tavola da ricevimento allestita secondo i gusti di fine Ottoecento di casa Savoia. Un servizio di porcellana della manifattura Reale di Berlino a decoro floreale e dorature, posate d'argento e bicchieri in cristallo molato di Boemia con il motto della Casa Savoia Fert ed il nodo sabaudo. Preziosa la tovaglia di fiandra di lino, fatta tessere in occasione della Guerra di Crimea (1854-1855) conservata al Quirinale ed in prestito per l'occasione. La tovaglia e' tessuta in modo tale che si vedesse nella trama tutta la simbologia araldica ed i ventiquattro personaggi che sono anche i protagonisti della guerra, tra questi anche Vittorio Emanuele II. Ed ancora un salotto della cioccolata allestito con tazze della manifattura di Vienna, una cioccolatiera ed alcuni piatti d'argento e con un con servizio per la prima colazione.
Informazioni
La nuova area è visitabile fino a giovedi 8 gennaio, dal martedi alla domenica, con orario dalle 8,30 alle 19,30. Si tratta di 20 sale tra le quali cinque stanze dell'appartamento al primo piano di Madama Felicita.
La ristrutturazione, l'allestimento dell'esposizione e la riapertura degli spazi al pubblico sono dovuti alla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Piemonte, la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici del Piemonte in collaborazione con la Consulta per la valorizzazione dei Beni artistici e culturali di Torino.
Piera Genta

