Il sistema agroalimentare lombardo conferma il proprio ruolo trainante a livello nazionale, attestandosi anche come uno dei più rilevanti nel contesto europeo. Con una produzione agroindustriale regionale di 11 miliardi di euro, 70.000 strutture per la produzione agricola e la trasformazione alimentare e 220.000 lavoratori, la Lombardia nel 2007 ha mostrato una crescita superiore a quella registrata nel resto d'Italia.
Sono alcuni dei dati emersi dall'edizione 2008 del rapporto "Il sistema agroalimentare della Lombardia", presentato oggi a Milano. Il volume,  Luca Daniel Ferrazzicurato da Dario Casati e da Renato Pieri, è il risultato della collaborazione ormai pluriennale tra Regione Lombardia, Università degli Studi di Milano e Alta Scuola in Economia del Sistema Agroalimentare (Smea) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona.

«Un dato interessante - commenta l'assessore all'Agricoltura di Regione Lombardia, Luca Daniel Ferrazzi (nella foto)- viene da un'indagine realizzata da Irer (Istituto regionale di ricerca della Lombardia) sul gradimento del servizio regionale di erogazione dei contributi in agricoltura, da parte degli imprenditori agricoli. Da tutte le risposte date dal campione intervistato emerge un giudizio molto positivo, che conferma la bontà dell'azione regionale e l'efficienza del servizio programmato nel Psr, il Piano di sviluppo rurale».
In particolare è stato oggetto d'indagine il grado di soddisfazione dei servizi forniti da Regione Lombardia riguardo utilità delle misure, qualità del rapporto con interlocutore, qualità della gestione della domanda, qualità del processo di attribuzione del contributo, efficacia del sistema di comunicazione adottato, capacità di migliorare il servizio sulla base dei suggerimenti dell'utenza.
«Regione Lombardia - prosegue Ferrazzi - forte anche della soddisfazione riscontrata dal mondo agricolo, continuerà a lavorare per garantire la competitività del sistema delle imprese fondato sullo sviluppo tecnologico attraverso le specifiche misure per la crescita della competitività, attivate con il Psr 2007-2013 e con le leggi regionali di settore. Un primato che vogliamo continuare ad alimentare anche attraverso il potenziamento dello sviluppo delle agroenergie e attraverso la ricerca che punta alla individuazione delle modalità di ottimizzazione delle tecniche innovative di produzione».

«Fra gli indirizzi della programmazione agricola - aggiunge Ferrazzi - insisteremo sul ruolo multifunzionale dell'agricoltura, grazie alla quale sempre più aziende riescono a differenziare le proprie attività incontrando nuove occasioni di reddito e sperimentando una modalità di esercizio dell'agricoltura in grado di far comprendere meglio all'opinione pubblica come il settore agricolo costituisca un elemento di forte difesa del territorio».
«Immagino per il nostro futuro - conclude Ferrazzi - un sistema produttivo agricolo e agro-alimentare con una sviluppata capacità di programmare la produzione per qualità e quantità, remunerandola adeguatamente, e un ulteriore consolidamento delle imprese, con processi di aggregazione capaci di portare ad un rinnovato ciclo produttivo locale, che garantisca sia la produzione agricola, sia l'equilibrio per il territorio. Un percorso già in atto con il quale ci stiamo confrontando quotidianamente».

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