Coldiretti in piazza a Firenze: le istituzioni valorizzino il territorio toscano
Scompare la campagna toscana. è l'allarme lanciato dalla Coldiretti, nel sottolineare che negli ultimi dieci anni la superficie agricola utilizzata (Sau) del territorio del Chianti e della bistecca fiorentina è diminuita del 17%, un'area grande come l'intera provincia di Livorno, mentre nello stesso periodo il calo delle imprese agricole è stato dell'11%. Da poco più di 51mila imprese si è passati a circa 45mila imprese iscritte alle camere di commercio mentre i 945mila ettari si è sono ridotti ad appena 809mila, con un calo che non solo mette a rischio le eccellenze toscane ma anche un territorio ed un paesaggio che è il simbolo del made in Italy nel mondo, ridotto a set cinematografico o luogo di transito per prodotti che di toscano hanno solo i
l nome.
La protesta a Firenze
Contro tale situazione, oggi (27 novembre) sono scesi in piazza a Firenze decine di migliaia di imprenditori agricoli della Coldiretti con centinaia di trattori al grido 'Diamo valore alla vera Toscana”, la più grande manifestazione di cittadini ed agricoltori mai avvenuta nella storia della città e della Regione. Sotto accusa è l'assenza di una politica agricola regionale capace di difendere e valorizzare le produzioni che hanno portato il nome della Toscana in tutto il mondo (dal vino all'olio, dalla carne per la fiorentina ai fiori, dagli allevamenti fino all'agriturismo), lasciando così via libera a chi vorrebbe utilizzare il prestigioso brand per vendere prodotti che non hanno alcun legame col territorio.
Lo dimostra il fatto che la campagna toscana è la più taroccata in Italia e nel mondo. In California, nella Napa Valley, si producono i vini 'Chianti Forest Ville”, con indicata la scritta Sangiovese-Chianti, e il 'Tuscan Moon”, oltre a 'Salame Toscano” e al condimento 'Dipping Seasoning - tuscany blend”. Ma c'è addirittura un 'Risotto Tuscan”, un piatto che nella tradizione toscana non esiste eppure ne sfrutta comunque il brand per attirare i consumatori. E in Cina vendono un 'Pecorino (Italian cheese)” con tanto di bandiera italiana sulla confezione, ma anche l'immagine di una mucca. A Firenze Coldiretti ha allestito un'esposizione dei falsi scovati in giro per il globo.
Il mercato dei prodotti Made in Italy taroccati alimenta un mercato che supera complessivamente i 50 miliardi di euro, quasi tre volte il valore delle esportazioni originali, e che costituisce un grave danno economico per le vere eccellenze toscane. Da qui la necessità di difendere il patrimonio enogastronomico regionale mettendo in atto una politica agricola capace di offrire risposte e opportunità alle imprese che affrontano il mercato, assicurando la difesa dell'origine dei prodotti e permettendo ai consumatori di sapere quando un prodotto nasce davvero in Toscana.
Oltre a ciò occorre modificare le leggi regionali che frenano lo sviluppo delle aziende agricole toscane, sostenere con misure ad hoc i settori in difficoltà, gestire la fauna selvatica e gli animali predatori, procedere nella riforma delle agenzie regionali, pianificare una corretta gestione della risorsa idrica, avviare un processo reale di semplificazione, modificare il sistema di relazioni, nel rispetto del criterio della rappresentanza e delle rappresentatività, riconoscendo la centralità dell'agricoltura.
Di seguito la notizia pubblicata il 26 novembre
Firenze, contro la crisi la protesta "corre" sui trattori
Centinaia di trattori provenienti da tutte le province della campagna toscana stanno assediando per la prima volta Firenze per la manifestazione degli agricoltori organizzata da Coldiretti per domani, giovedì 27 novembre, che si annuncia come la più importante e imponente che la Toscana ricordi.
Un accerchiamento storico della città per denunciare l'assenza di una politica agricola regionale e difendere la campagna toscana, simbolo del made in Italy nel mondo, che rappresenta un patrimonio imprenditoriale, gastronomico, ambientale e paesaggistico unico costruito nei secoli, che non ha nulla da invidiare alle bellezze artistiche storiche, senza il quale la Toscana e l'Italia non saranno più le stesse con un impatto incalcolabile sul turismo e sull'economia generale.
La campagna toscana è la più sfruttata come simbolo del paesaggio e della gastronomia made in Italy in ristoranti, etichette, film, pubblicità o promozioni turistiche, in Italia e all'estero, che in ben nove casi su dieci non hanno però nulla a che fare con la realtà produttiva territoriale che rischia invece di scomparire per l'assenza di una politica agricola regionale adeguata a difendere e valorizzare le eccellenze presenti: dal vino all'olio, dalla carne per la fiorentina ai fiori, dagli allevamenti fino all'agriturismo.
In prossimità dei presidi dei trattori, per l'intera giornata di mobilitazione saranno allestiti punti informativi in cui Coldiretti illustrerà ai cittadini e ai turisti le ragioni della protesta dell'agricoltura toscana mentre migliaia di imprenditori agricoli della Coldiretti scenderanno in piazza con un corteo che partirà alle ore 9,30 dalla Piazza Bambini di Beslan (Fortezza da Basso) e dopo aver sfilato per le strade del centro si concluderà a Piazza Santa Croce. Ad aprire il corteo una giovane donna alla guida del trattore. è Giulia Galluzzi, ha solo 22 anni e conduce, insieme al padre, un'azienda biologica di 400 ettari nel Mugello, dove coltiva cereali, alleva bovini e pecore e gestisce un agriturismo: è il volto della moderna agricoltura toscana, un'agricoltura giovane, dinamica, intraprendente e sempre più colorata di rosa.
Inevitabili, visto il numero dei trattori e di pullman presenti in città, i disagi per i cittadini, a cui Coldiretti chiederà scusa con un volantinaggio in cui ha deciso di illustrare le ragioni della protesta: ragioni che i consumatori, ancora una volta, sapranno apprezzare e condividere.

