Qualità e prezzi contenuti: un rapporto ideale di grande attualità, soprattutto se parliano delle eccellenze alimentari di piccoli produttori che rischiano di restare sconosciuti alla grande distribuzione e di restare fuori dal mercato. A Castelmuzio di Trequanda, nel Senese, è stato aperto uno spaccio che consente l'acquisto di olio extravergine, vino,pane, carne, salumi, miele e marmellate direttamente da 10 piccoli produttori che hanno accolto una proposta del locale  Comune unendosi nell'approvazione di un patto di filiera. Questi prodotti della terra toscana sono commercializzati con tutte le garanzie di esperienza,gusto e tradizione e con tutte le certificazioni Doc, Dop e Igp.

 «Con il nuovo spaccio di Castelmuzio – dice il sindaco di Trequanda Franca Muzzi- si torna al confronto diretto tra chi produce la qualità enogatronomica e chi acquista in maniera consapevole: sono sempre più numerosi infatti coloro che chiedono prodotti genuini in cui riconoscere la tradizione del territorio e certificazioni che ne attestino la qualità. Ed in questa direzione, il nuovo spaccio arricchisce anche l'offerta turistica».
Un altro aspetto importante di questo progetto innovativo, battezzato 'Dal podere al palato”, destinato ad essere esteso ad altre realtà toscane e che consente davvero di risparmiare senza rinunciare alla qualità, è il maggior ruolo delle istituzioni locali nella guida dei mercati, nonché base di confronto tra le attività produttive, istituzioni e cittadini con le necessarie garanzie.

La Regione Toscana ha stimolato l'anno scorso con una propria legge i progetti di filiera corta, individuandola come una delle migliori del settore e riconoscendola meritevole di uno dei primi posti nella graduatoria dei finanziamenti, come ha ricordato l'assessore Susanna Cenni inaugurando il nuovo punto vendita. La Provincia di Siena ha condiviso il percorso in cui sono stati coinvolti altri soggetti autorevoli come l'ApT Chianciano Terme - Valdichiana, le associazioni di categoria e Slow Food. 

Mariella Morosi