Guide sui vini: a chi giovano tanti giudizi così diversi?
Se le Guide sui ristoranti non incontrano la soddisfazione della maggior parte degli operatori del settore (e dei consumatori…), non è che quelle sul vino riescano a mettere d'accordo tutti. Anzi. Con buona pace dei tanti e apprezzati curatori e collaboratori, si assiste infatti a una tale varietà di giudizi (giustificati dalla libertà di pensiero di cui per fortuna godiamo tutti) che fa un po' a pugni con un minimo di criteri oggettivi che permettano anche ai meno esperti di capire se un vino vale, o meno, un certo prezzo. Al di là delle migliori intenzioni di tutti, l'attribuzione di 3 bicchieri o di 5 grappoli ha infatti la quasi immediata conseguenza di valorizzare una bottiglia, accrescendone quindi il valore commerciale. Ci si potrebbe quindi aspettare che, viste le conseguenze, le Guide usino prudenza e regole condivise nell'esprime delle valutazioni. Senza entrare nel merito di chi sia più o meno bravo e professionale (in realtà lo potrebbero essere tutte su di un piano assolutamente teorico), la verità che emerge da un'analisi obiettiva delle Guide italiane sui vini è l'ennesima conferma della tradizione italiana del particolarismo e della corsa al distinguo.
Basterebbe mettere a confronto le 5 principali guide italiane per rendersene conto. L'Espresso, Gambero Rosso, Veronelli, Duemilavini d'Italia e Touring (ognuna delle quali dispone di un esercito di professionisti competenti) non sono praticamente d'accordo su nulla. è vero che il mondo del vino italiano è fra i più ricchi e differenziati (fra tipologie ed etichette non ci batte nessuno), ma che ci sia una sola bottiglia (un Barolo Docg Cannubi Boschis 2004 dell'azienda Sandrone Luciano) capace di ottenere l'unanimità dei consensi al vertice è quanto meno sorprendente. Non che questo Barolo non meriti il massimo delle segnalazioni da tutti (è certamente fra i migliori vini italiani in assoluto), ma come lui se ne possono forse trovare almeno altri venti. E alcune Guide gliene affiancano in effetti centinaia, diverse però da quelle delle altre Guide, che al vertice complessivamente pongono ben 1.355 vini…
Mettendo a confronto i riconoscimenti più alti attribuiti dalle 5 Guide citate, sono solo 5 le etichette che hanno messo d'accordo almeno 4 guide e 13 quelle che hanno strappato almeno 3 prime posizioni condivise da tutti. Davvero un po' poco per poter dire che il panorama enologico italiano possa essere facilmente compreso attraverso una o l'altra di queste Guide. A volte si è in presenza di giudizi talmente antitetici che si può restare sorpresi dopo anni che in Italia si parla di analisi sensoriale e tecniche di degustazione.
A ben guardare di cosa scrivono le Guide poco ci potrebbe importate. Poiché siamo però fra quanti credono al valore di questi strumenti (se fatti bene) ci permettiamo di far osservare che anche nel caso del vino, come per i ristoranti, forse si è persa l'occasione di fare un gioco di squadra capace di promuovere al meglio quello che è uno dei prodotti simbolo del Made in Italy e dell'Italian style. è come se ognuno avesse invece fatto la sua selezione per un'enoteca, un ristorante o una realtà della Grande distribuzione…
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net
Commento:
Ma perché mai le Guide enologiche dovrebbero essere oggettive?
Articoli correlati:
Guide, il Barolo Cannubi Boschis di Sandrone 2004 fa l'en plein
17mila i vini presenti nel 2009 della "Guida Veronelli". Ben 741 le Super 3 stelle
194 "corone" del Touring. 235 le menzioni per Vini Buoni d'Italia
Tutti i "Tre bicchieri" della guida Vini d'Italia 2009 del Gambero Rosso
Duemilavini arriva a quota 10, assegnando 319 Cinque Grappoli. Il Piemonte svetta
L'Espresso incorona 185 vini eccellenti. Più di 20mila gli assaggi per la Guida


