Confagricoltura denuncia una situazione di 'pesantezza” nel comparto bovino che si registra ormai da diverse settimane. Gli scambi sono sempre meno vivaci e le quotazioni tendono al ribasso.
Sulla base anche delle rilevazioni Ismea si pone in evidenza come anche nell'ultima settimana si sia registrato un ridimensionamento dei valori delle vacche che, pur rimanendo sui livelli superiori a quelli del 2007, perdono un punto percentuale rispetto alla scorsa settimana. Anc he i vitelloni nel corso degli ultimi due mesi sono arretrati nelle quotazioni. L'offerta risulta nel complesso abbondante, superiore alle richieste. Il mercato del comparto bovino continua a segnare tendenze negative e oltre all'andamento negativo dei prezzi alla produzione (-19%), c'è una generale contrazione delle macellazioni, indice, se pur indiretto, dell'andamento produttivo dell'allevamento italiano: nei primi sette mesi del 2008, si registra una diminuzione del 5,7% per i vitelli e del 8,4% per i vitelloni, rispetto al medesimo periodo del 2007.

Di contro, i consumi permangono su livelli bassi e i macellatori denunciano difficoltà a mantenere a regime i ritmi di macellazione con una domanda così poco attiva, appesantendo a monte la filiera. Secondo l'Organizzazione degli imprenditori agricoli occorre un atto di responsabilizzazione da parte delle autorità per promuovere 'azioni forti” che inneschino un meccanismo di 'rivitalizzazione” che consenta alle aziende zootecniche di recuperare margine dalla crisi che da tempo le coinvolge.
Tra gli interventi auspicati il finanziamento delle azioni a suo tempo inserite nel progetto di Piano Carne; il supporto alla linea vacca/vitello e l'avvio di campagne informative che abbiano come obiettivo la valorizzazione della produzione italiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

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