Zaia e Marini promettono etichettatura obbligatoria su tutti i prodotti italiani
«Non dobbiamo chiedere scusa a nessuno se l'agricoltura e l'agroalimentare italiani, grazie al lavoro di famiglie come quella che ospita oggi, sono riconosciuti e apprezzati ovunque, perché garanzia di gusto, qualità e sicurezza. Anzi. Siamo pronti a proseguire per la strada tracciata con il riconoscimento dell'obbligo di etichettatura di origine per l'olio d'oliva. Tra pochi giorni, quando gli uffici legislativi competenti completeranno il loro parere, presenteremo un provvedimento per estendere quell'obbligo a tutti i prodotti italiani. Questo, non soltanto a garanzia del cittadino – consumatore, che dovrà avere sempre la possibilità di scegliere fra il made in Italy ed il resto del mondo, ma a sostegno dell'economia dei nostri territori, che, oggi più che mai, siamo sollevati non parli che italiano».
Così, a tavola, insieme a una cinquantina di agricoltori della provincia romana, riuniti nell'azienda agricola 'La Torre” di Campagnano per il primo "Question Time del contadino", il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia (nella foto a destra), accanto il presidente della Coldiretti Sergio Marini (nella foto sotto) è intervenuto sui temi di maggiore attualità nell'agricoltura. «L'Europa – ha detto ancora Zaia - non è solo matrigna: ci aspettiamo che attenda da buon notaio le proposte che tra poco saremo in grado di avanzare. Perché il sistema agricolo italiano è in grado di 'consigliarsi” da solo la strada migliore, avendo chiari, nella mente, due punti di riferimento: i produttori e i consumatori». Ed è pensando a loro che il ministro Zaia ha ribadito il suo no agli Ogm e alla clonazione animale. «Osservando dalle nostre campagne e dai nostri allevamenti pieni di vitali differenze – ha detto - ciò che è accaduto in Gran Bretagna, dove gli Ogm sono diventati il pane dei poveri e i prodotti Ogm Free appannaggio dei più abbienti, possiamo dire che quello non è stato un buon affare per nessuno».
COLDIRETTI, ITALIANI BOCCIANO CARNE E LATTE CLONATI A TAVOLA...
La grande maggioranza dei cittadini italiani ed europei boccia la possibilità che latte, formaggi e carne provenienti da animali clonati arrivino sulle tavole
per motivi ambientali, etici, sanitari ed economici, avendo peraltro ben chiaro il significato della nuova tecnica. è quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel corso del primo question time in campagna al quale è intervenuto il ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, nel rendere noti i dati dell'ultima indagine Eurobarometro sulla clonazione.
Il 79% degli italiani - sottolinea la Coldiretti - conosce infatti in cosa consiste la tecnica della clonazione animale, ma ritiene che siano chiari gli effetti di lungo periodo sulla natura (81%), che potrebbe compromettere la biodiversità (63%), che causi sofferenza agli animali (52%) e che sia moralmente sbagliata (69%). Il 64% ritiene pertanto che la clonazione a fini alimentari non sarebbe mai giustificabile con la maggioranza dei cittadini che non comprerebbe mai latte o carne da animali clonati e per questo il 78% ha dichiarato che un sistema di etichettatura dovrebbe essere reso obbligatorio qualora fossero venduti prodotti derivati dalla progenie di animali clonati.
I risultati univoci dell'Eurobarometro giungono in occasione dell'allarme lanciato dai principali quotidiani statunitensi sul fatto che latte, 
formaggi e carne provenienti dalla prole di animali clonati siano già entrati nella catena alimentare statunitense e potrebbero arrivare anche in Europa. Dopo il via libera della Food and Drug Administration (Fda) di gennaio, il divieto volontario per la vendita di carne e latte è stato mantenuto negli Stati Uniti per gli animali clonati, ma non per la loro prole che allevatori hanno già inviato alla normale macellazione.
...E IN EUROPA
In Europa dopo il parere ambiguo presentato a fine luglio dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), secondo la quale non ci sono indicazioni che sussistano differenze di sicurezza alimentare per latte e carne di animali clonati e della loro progenie, è particolarmente importante - sottolinea la Coldiretti - il risultato dell'indagine dalla quale emerge una forte opposizione dei cittadini italiani ed europei. L'80% dei cittadini europei - sottolinea la Coldiretti - conosce infatti in cosa consiste la tecnica della clonazione animale ma ritiene che siano sconosciuti gli effetti di lungo periodo sulla natura (84%), che potrebbe compromettere la biodiversità (63%), che causi sofferenza agli animali (41%) ed è moralmente sbagliata (61%). Il 58% ritiene pertanto che la clonazione a fini alimentari non sarebbe mai giustificabile con la maggioranza dei cittadini che non comprerebbe mai latte o carne da animali clonati e per questo l'83% ha dichiarato che un sistema di etichettatura dovrebbe essere reso obbligatorio qualora fossero venduti prodotti derivati dalla progenie di animali clonati.
Dopo oltre undici anni dalla scoperta della pecora Dolly, pubblicata sulla rivista Nature del febbraio 1997, la clonazione riguarda oggi già molti animali da allevamento dalle pecore ai maiali, dai tori ai cavalli, con sperimentazioni effettuate anche in Italia con il toro Galileo, la cavalla Prometea e anche con un muflone selvatico. La commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati è dunque un rischio inaccettabile che oltre ad un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori e di rispetto della biodiversità pone evidenti perplessità di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi.

